Crans-Montana, Bild: “I Moretti contattarono società di aviazione privata”. La denuncia di un’avvocata di parte civile
A quasi tre settimane dal devastante incendio che ha distrutto il locale Le Constellation a Crans-Montana, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite, sono i giornalisti che stanno fornendo un quadro completo su quanto avvenuto prima, durante e dopo il rogo. Secondo il quotidiano tedesco Bild, Jacques Moretti, uno dei proprietari del locale, avrebbe tentato di organizzare una fuga all’estero con l’aiuto di un operatore di aviazione privata. La notizia, se confermata, aggiunge un ulteriore elemento di gravità alla vicenda, facendo pensare a un tentativo di eludere la giustizia. Anche se nei giorni scorsi Moretti e la moglie Jessica, tramite i legali, hanno fatto sapere che non hanno nessuna intenzione di sottrarsi alla giustizia, pur negando negano responsabilità per quanto accaduto.
Secondo la lettera inviata dall’avvocata della parte civile, Nina Fournier, alla Procura del Canton Vallese, sarebbero stati presi contatti con una compagnia di aviazione privata per organizzare un’eventuale evasione, un fatto che la Procura – fortemente criticata dai legali delle parti civili – dovrà valutare anche ai fini della liberazione dell’arrestato. La lettera, visionata da Bild, anticipa anche uno dei temi centrali degli interrogatori previsti per martedì. Al momento, la sua liberazione potrebbe avvenire dietro il pagamento di una cauzione pari a 200.000 franchi (circa 215.000 euro), versati da un generoso amico anche per la moglie.
“Milano non resterà in silenzio”
Nel frattempo, l’Italia non rimane a guardare. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha annunciato che il Comune di Milano si costituirà parte civile nel processo per chiedere giustizia per le vittime, tra cui due giovani milanesi, Chiara Costanzo e Achille Barosi, deceduti nell’incendio. Dopo aver visitato i feriti ricoverati presso l’ospedale Niguarda, Sala ha espresso la ferma volontà dell’amministrazione di essere “vicina alle famiglie”, senza cercare protagonismo ma con l’intenzione di garantire il sostegno e la giustizia necessaria. Il sindaco ha ribadito che il Comune sta valutando con la sua avvocatura la forma migliore per intervenire nel processo e partecipare attivamente al fianco delle vittime.
Sala ha poi sottolineato come la tragedia non sia frutto del caso, ma di “errori” che vanno ricostruiti con attenzione. “La nostra città non intende restare in silenzio. Dobbiamo chiedere giustizia”, ha dichiarato, aggiungendo che Milano, insieme all’Italia, deve supportare le famiglie coinvolte in questa tragedia, chiedendo che vengano fatti pienamente luce sugli errori e le negligenze che hanno permesso una simile strage.
Autopsie in corso sui corpi delle vittime italiane
Nel frattempo, le indagini proseguono anche in Italia. Per Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due giovani milanesi rimasti uccisi nell’incendio, sono previste le autopsie – che non sono state diposte in Svizzera ma dagli inquirenti italiani – per determinare con precisione le cause della morte. Secondo fonti ufficiali, l’autopsia, che si svolgerà nella giornata di mercoledì, includerà un esame approfondito con l’ausilio di una TAC, per stabilire se le vittime siano morte per asfissia, schiacciamento o per altri fattori. I genitori dei ragazzi sono assistiti dai loro avvocati e hanno nominato medici legali per seguire l’indagine e far luce sulle esatte dinamiche della tragedia. Le autorità italiane, tramite la Procura di Roma, hanno aperto un fascicolo per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio, ma l’inchiesta è ancora a carico di ignoti, in attesa di chiarimenti sulle responsabilità.