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Crans-Montana, Le Figaro: “Jacques Moretti non era più gestore del Constellation”. Oggi nuovo interrogatorio

La difesa della coppia ha scelto lo scontro diretto accusando le autorità di fare leva su pressioni politiche esterne. In particolare da parte dell'Italia
Crans-Montana, Le Figaro: “Jacques Moretti non era più gestore del Constellation”. Oggi nuovo interrogatorio
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A più di due settimane dal devastante incendio che ha distrutto il bar Le Constellation di Crans-Montana, l’indagine sulle responsabilità potrebbe complicarsi, soprattutto a fini dei risarcimenti. Secondo un’inchiesta pubblicata dal Le Figaro, Jacques Moretti non era più ufficialmente direttore della società dal 7 febbraio 2024, data in cui era stato rimosso dai registri commerciali del Canton Vallese. Da quel momento era rimasto solo socio della società, mentre sua moglie Jessica veniva indicata come l’unica a gestire il locale al momento dell’incendio costato la vita a 40 persone, perlopiù giovanissimi. Nonostante il cambiamento di status, l’indagine penale prosegue per omicidio colposo e lesioni personali colpose di 116 persone, alcune delle quali ricoverate ancora in condizioni disperate e comunque con una lunghissima prospettiva di cure e trattamenti.

La difesa dei Moretti: una lotta contro le accuse e la pressione politica

Tuttavia la difesa della coppia ha scelto lo scontro diretto accusando le autorità di fare leva su pressioni politiche esterne. Autorità giudiziarie pesantemente criticate dagli avvocati di parte civile, che hanno rilevato una serie di “violazioni procedurali” tanto da presentare un’istanza di ricusazione dell’intera procura. Gli avvocati dei Moretti, tra cui Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, sostengono che i loro assistiti non avevano alcuna consapevolezza dei rischi legati al materiale infiammabile utilizzato nel locale. Patrick Michod, in particolare, ha difeso la posizione di Jacques Moretti, affermando che quest’ultimo non aveva mai voluto installare schiuma altamente infiammabile nel soffitto del Constellation, ma che desiderava un prodotto acustico. A suo avviso, il fornitore non avrebbe informato i Moretti del pericolo insito nel materiale acquistato.

Nel contempo, si solleva un tema delicato: le presunte pressioni politiche, in particolare da parte dell’Italia, che avrebbe chiesto alla procura vallesana di fare chiarezza sui fatti e sulle responsabilità. Secondo alcuni media, gli avvocati dei Moretti hanno richiesto la trascrizione di un incontro tra la procuratrice generale del Vallese, Béatrice Pilloud, e l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, avvenuto il 12 gennaio. In questa conversazione, Cornado avrebbe ribadito le aspettative dell’Italia su una rapida definizione delle responsabilità, al fine di giungere a giuste punizioni per i colpevoli. L’ambasciatore italiano ha però negato ogni ingerenza, sottolineando che il suo compito era solo quello di rappresentare le preoccupazioni italiane, senza intromettersi nel merito dell’inchiesta.

Il nuovo interrogatorio dei Moretti: i prossimi sviluppi nell’inchiesta

Gli sviluppi legali si concentrano ora sul nuovo interrogatorio di Jacques Moretti, fissato per il 20 gennaio 2024, che avverrà negli uffici della procura di Sion. La posizione della difesa è chiara: i Moretti sono profondamente addolorati per la tragedia, ma rifiutano l’idea di aver avuto intenzione di causare danni, sottolineando il loro impegno nel mantenere il locale come un luogo sicuro e di festa. La coppia, comunque, è determinata a dimostrare la verità delle circostanze che hanno portato all’incendio.

Dal canto suo, l’inchiesta dovrà determinare non solo le cause dell’incendio, ma anche il grado di responsabilità di ogni persona coinvolta nella gestione del locale. In particolare, resta da chiarire come la gestione del Constellation fosse strutturata, considerando che il Codice delle obbligazioni svizzero stabilisce che solo i dirigenti ufficiali sono responsabili per le violazioni dei doveri di gestione. Tuttavia, la normativa contempla anche la responsabilità degli “organismi di fatto”, ossia coloro che, pur non ricoprendo formalmente il ruolo di dirigenti, gestiscono effettivamente l’attività quotidiana dell’impresa. La posizione di Jacques Moretti, da socio, potrebbe quindi non esonerarlo da responsabilità.

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