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Coppa d’Africa, il Marocco fa ricorso: “Rigore ritenuto corretto dagli esperti”. La finale vinta dal Senegal non è ancora finita

Gli sconfitti contestano il comportamento degli avversari, che avevano lasciato il campo dopo la decisione del direttore di gara di assegnare un penalty al 98esimo
Coppa d’Africa, il Marocco fa ricorso: “Rigore ritenuto corretto dagli esperti”. La finale vinta dal Senegal non è ancora finita
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La finale di Coppa d’Africa è infinita. Durata circa tre ore sul campo (tra maxi recupero e supplementari), la sfida tra Marocco e Senegal continua anche a distanza di più di 24 ore dal fischio finale. La federcalcio marocchina ha infatti annunciato ricorso contro gli avversari alla confederazione Africana di Calcio (CAF) e la FIFA “per pronunciarsi sul ritiro della nazionale senegalese dal campo durante la finale contro la nazionale marocchina, nonché sugli eventi che hanno portato a questa decisione, a seguito dell’assegnazione da parte dell’arbitro di un rigore ritenuto corretto da tutti gli esperti”, si legge nella nota. “Questa situazione ha avuto un impatto significativo sul normale svolgimento della partita e sulla prestazione dei giocatori”, conclude la federcalcio marocchina.

Tutto inizia quando al 92esimo a Mané e compagni viene annullato per un fallo il gol che probabilmente sarebbe valso la vittoria. Una decisione discutibile, perché il contatto era davvero stato minimo. Poi qualche minuto dopo un rigore assegnato altrettanto dubbio e lì scoppia il caos. L’allenatore Pape Thiaw ordina ai suoi giocatori di rientrare negli spogliatoi, loro eseguono e rimangono un quarto d’ora circa nel tunnel. L’unico a restare in campo è Sadio Mané (decisivo in tal senso per non perdere il match a tavolino), che poi chiede ai compagni di rientrare.

La sfida riprende e Brahim Diaz sbaglia il rigore con un cucchiaio, con Mendy che rimane in piedi e blocca il tiro. Ai supplementari vince il Senegal con un gol di Pape Gueye: Mané e compagni festeggiano, ma il giorno dopo la telenovela è proseguita. Prima le scuse dell’allenatore del Senegal, poi il rimprovero tardivo di Infantino – che in campo tra abbracci e sorrisi aveva premiato i vincitori -, adesso il ricorso annunciato. Insomma, un match che non è ancora finito a distanza di giorni. Da capire adesso se il ricorso possa in qualche modo avere effetto. Difficile, ma dal campo adesso si passa in tribunale.

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