Calcio

Bove torna in campo con il Watford: che tipo di contratto ha e perché può giocare in Inghilterra, ma non in Italia

Il centrocampista italiano riprende l'attività agonistica a distanza di 415 giorni da quel Fiorentina-Inter in cui andò in arresto cardiaco: lo farà con un defibrillatore sottocutaneo

Sereno, sorridente, finalmente felice. Le immagini di Edoardo Bove arrivate da Watford nella giornata di ieri, 19 gennaio, sono quelle che tutta Italia attendeva da più di un anno. Da quel FiorentinaInter dell’1 dicembre 2024 in cui il 22enne si accasciò al suolo in arresto cardiaco, facendo temere il peggio per qualche attimo. Adesso torna a giocare a calcio. L’accordo con il Watford è cosa nota da qualche settimana, ma lunedì era un momento cruciale: era il giorno delle visite mediche. Le ennesime in questi mesi, tutte con un comune denominatore: esito negativo, aggettivo che in questo caso ha un’accezione positiva. Edoardo Bove torna in campo, riparte dalla Championship: la Serie B inglese.

Non può farlo in Italia, lo farà in Inghilterra. Come Christian Eriksen nel 2022, dopo il malore agli Europei del 2021 con la Danimarca che sembrava aver compromesso la sua carriera. E lo farà in Inghilterra per una questione legale. Bove è infatti andato in arresto cardiaco a causa di una torsione di punta. In parole più semplici, una tachicardia (battito cardiaco accelerato) ventricolare. Le cause di questo malore sono rimaste un mistero, ma dopo vari controlli la soluzione per tornare a vivere in tranquillità era una: il defibrillatore sottocutaneo removibile, apparecchio applicato dopo un intervento chirurgico che si attiverà per ristabilire un battito regolare qualora il cuore dovesse subire un nuovo arresto cardiaco.

E proprio il defibrillatore sottocutaneo impiantato non gli consente al momento di giocare in Italia. La legge italiana infatti non permette di svolgere attività agonistica con l’apparecchio in questione. In Inghilterra invece si può. Ma perché? In Italia la responsabilità diretta è a carico del medico sportivo che concede l’idoneità. In Inghilterra invece Bove firmerà una dichiarazione in cui si assume tutti i rischi. La responsabilità è soltanto sua.

Ecco perché in questi mesi Bove si è informato con Eriksen (il cui precedente è simile), ha voluto saperne di più, ha respirato l’aria di Londra, città che ama, distante circa 30 km da Watford. Con un unico obiettivo: tornare a giocare a calcio. Il Watford gli ha voluto dare fiducia: contratto di sei mesi. Se andrà tutto bene, in estate arriverà il rinnovo fino al 2031. Manca solo la firma, poi Bove avrà dato una risposta alle tre domande che lo tormentavano un anno fa: se, quando e dove sarebbe tornato a giocare a calcio.