Bragagna: "Schwazer era mio amico, scoprii che stava con Carolina Kostner" - 4/4
Bragagna: “Schwazer era mio amico, scoprii che stava con Carolina Kostner”
E Schwazer?
Questo è il mio enorme cruccio. È un ragazzo che reputavo un mio amico. Quando parlavo con lui di doping ero neutro dicendo “Io concedo la possibilità a qualcuno che sbagli”. Lui mi diceva “No, devono essere squalificati a vita”. Io ho sempre ritenuto che lui soffrisse brutalmente la differenza di popolarità con l’ex fidanzata Carolina Kostner. La sua seconda positività è sacrosanta e sancita da atti processuali. Tutta la vicenda legata al presunto sabotaggio è avviata dalla sua manager e dal suo allenatore che si è sempre definito uomo antidoping.
Mi vengono a dire che il tribunale di Bolzano, assolvendolo, ha stabilito il fatto che ci sia stato un sabotaggio. C’è differenza tra giustizia sportiva e giustizia penale. E c’è anche differenza tra assoluzione e proscioglimento. Nella giustizia sportiva, se vieni ritenuto colpevole di una cosa, sei tu che devi dimostrare che non sei colpevole. Nella giustizia penale è il pubblico ministero che deve dimostrare la colpevolezza. Non si è andati fino in fondo perché è una specie di assoluzione che un tempo sarebbe stata per insufficienza di prove. Ricordo che in quel periodo ci fu un gruppo editoriale che cambiò la narrazione. Perché la linea loro diventò quella di dire ciò che la gente si aspettava.
Se domani Schwazer venisse a parlarLe, vista l’amicizia di anni fa, cosa direbbe?
Guarda, lui ha troncato i rapporti di qualsiasi tipo con chi prima gli era amico. Ti dico che lui era un ragazzo simpatico, divertente e simpaticamente anche un po’ parac*lo, ma ha troncato con tutti quelli di prima. Perché è sempre stata una persona che ha fatto bene i suoi conti anche con un minimo di convenienza. Tutta la gente che ha imbarcato dopo è gente del dopo. Di tutte le storie che ho raccontato è la vicenda che più mi lascia dell’amaro dopo tanti anni, perché lo ritenevo un amico, quasi un fratello minore per una serie di piccole cose. Faceva la marcia, quindi la cosa che facevo io, e poi arriva dalla mia terra. A volte gli davo delle dritte per i rapporti con la stampa. Scoprii io da un suo discorso che lui stava per mettersi con Carolina Kostner.
Quando l’ho scoperto mi disse “e questo chi te l’ha detto?” e gli risposi: “Cog**one, me l’hai detto adesso tu. Tranquillo, non dirò niente fino al momento in cui entrerai nello stadio vincendo la 50 km di Pechino”. E quando quasi all’arrivo fece vedere il braccialetto, io dissi “da qualche mese ufficialmente fidanzato con la portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici di Torino”. Senza neanche citare nome e cognome. Adesso si è messo a far gare di marcia in cui ci sono riprese in cui è a 20 cm dal suolo. E queste immagini, queste fotografie, dicono palesemente che qualsiasi occhio minimamente allenato doveva squalificarlo dopo cinque giri.
A fine 2025, quando ha annunciato di andare in pensione, ha lasciato dei puntini di sospensione sul futuro. Con l’inizio del 2026, può dirci qualcosa di quei puntini? Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo Franco Bragagna?
Ho richieste di collaborazione, ma vedremo. Non sto dicendo bugie, non lo so nemmeno io, nel senso che deciderò in questi giorni. Mi piacerebbe fare in qualche modo Milano-Cortina proprio perché sarebbe sciocco non fare i Giochi olimpici, ma non so come e cosa.
Forse farò la telecronaca della 100 km del Passatore facendo addirittura 24 ore di trasmissione. Ecco, vedi, il solito discorso della nicchia che mi ha stuzzicato. Questa 100 km che parte da Firenze e arriva a Faenza mi stuzzica. Quando ero alla Rai stavamo per trasmetterla, non integralmente. L’idea era: parte la gara, ogni mezz’ora la si segue all’interno di un programma comune e ovviamente l’ultima ora la si fa integralmente in diretta. Non andò in porto in quel caso e ora mi piacerebbe farla. Mi vedrete comunque ancora in tv.