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Saks Global ha presentato istanza di fallimento: il colosso del lusso ha debiti miliardari

Il colosso Usa del lusso non ha onorato un pagamento di 100 milioni dopo l'acquisizione di Neiman Marcus e ha debiti per 5 miliardi di dollari
Saks Global ha presentato istanza di fallimento: il colosso del lusso ha debiti miliardari
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Saks Global, colosso statunitense del lusso, ha presentato un’istanza di fallimento. La procedura fallimentare volontaria è stata avviata al Tribunale fallimentare di Houston. Il gruppo è proprietario di grandi magazzini – Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman – e ha assicurato che “onorerà tutti i programmi per i clienti, effettuerà i pagamenti futuri ai fornitori e continuerà a garantire stipendi e benefici ai dipendenti”. Il valore del gruppo sarebbe compreso tra 1 e 10 miliardi di dollari.

Il risanamento dell’azienda avverrà con finanziamento di circa 1,75 miliardi di dollari da parte dei creditori. Il ceo della società, Geoffroy van Raemdonck, ha dichiarato che “si tratta di un momento decisivo per Saks Global e il futuro ci offre una straordinaria opportunità per consolidare le fondamenta della nostra azienda”. Lo stesso van Raemdonck aveva ricoperto il ruolo di ceo nella concorrente Neiman Marcus prima che questa venisse acquisita per 2,7 miliardi dalla Saks: operazione per cui l’azienda non ha onorato un pagamento di 100 milioni di dollari in scadenza lo scorso 30 dicembre. Per evitare la chiusura, per la società le strade sono due: ristrutturare il debito o trovare un nuovo proprietario. Il suo debito ammonta ormai a circa 5 miliardi di dollari, a fronte di un fatturato annuo inferiore a 6 miliardi.

Lo storico negozio sulla Fifth Avenue di New York fu aperto da Andrew Saks nel 1867. La crisi della società era cominciata con la pandemia di Covid-19 con l’aumento della concorrenza degli outlet online. Così, il vecchio amministratore delegato, Richard Baker, aveva pensato di riunire le catene dei grandi magazzini di lusso sotto un’unica proprietà. Una mossa che è costata cara al colosso americano: le vendite globali dei beni di lusso erano in calo, e i debiti hanno aggravato la situazione. Nei mesi successivi, l’azienda ha venduto parte dei suoi asset fino a che il mancato pagamento degli interessi ai detentori di obbligazioni l’hanno costretta ad avviare la procedura di fallimento.

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