Il mondo FQ

Armi all’Ucraina, ecco la risoluzione della destra in Parlamento: “Sì agli aiuti militari, ma rafforzare quelli civili e informare le Camere”

Giovedì le mozioni in Aula dopo le comunicazioni di Crosetto sugli equipaggiamenti anche nel 2026. La Lega (con possibili defezioni) fa inserire il sostegno alla popolazione e il coinvolgimento degli eletti. Riferimento anche alla co-produzione di droni. Nuovo balletto sulla parola "militari" nel titolo
Armi all’Ucraina, ecco la risoluzione della destra in Parlamento: “Sì agli aiuti militari, ma rafforzare quelli civili e informare le Camere”
Icona dei commenti Commenti

Rafforzare gli aiuti “di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario” in linea con le “sensibilità espresse dal Parlamento nel suo complesso”. Ma anche continuare a informare le Camere sull’attuazione del decreto che proroga gli aiuti militari all’Ucraina per tutto il 2026 e sui negoziati in corso, pur preservando la segretezza degli invii di armi. E ricostruire l’Ucraina anche favorendo la “cooperazione industriale” con Kiev. Con un piccolo, nuovo, balletto sul titolo: si parla ancora una volta solo di “equipaggiamenti” a Kiev senza alcun riferimento agli aiuti “militari”, come invece era stato previsto dal decreto approvato dal governo il 29 dicembre. È questo il contenuto della risoluzione che giovedì la maggioranza approverà dopo le comunicazioni in Parlamento del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla proroga degli aiuti militari all’Ucraina anche nel 2006.

La bozza di testo, che il Fatto pubblica in anteprima, è il frutto della mediazione tra Lega e Fratelli d’Italia anche se potrebbe essere modificata nelle prossime ore. Nella risoluzione sono previsti cinque punti che costituiscono gli impegni al governo. Rispetto alla mozione approvata in Parlamento il 21 gennaio 2025 ci sono due novità fatte inserire proprio dal partito di Matteo Salvini, nelle ultime settimane restio a continuare a sostenere militarmente Kiev: il rafforzamento degli aiuti civili e umanitari alla popolazione di Kiev e il coinvolgimento continuo del Parlamento.

Nella premessa la maggioranza scrive che l’aggressione della Russia “continua a rappresentare una grave minaccia alla sicurezza europea e internazionale, al rispetto del diritto internazionale e ai principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite” e che il governo italiano ha ribadito che il sostegno all’Ucraina sarà “per tutto il tempo necessario” a cui si affiancherà il “costante impegno diplomatico” per arrivare a una “pace giusta, duratura e conforme al diritto internazionale”. Nel testo vengono fatti tre riferimenti al diritto internazionale che invece sulla crisi in Venezuela è stata più volte respinta dalla stessa maggioranza di governo.

Tra gli impegni al governo i primi tre punti ricalcano sostanzialmente la risoluzione del 2025: l’esecutivo sottolinea che continuerà a “sostenere l’Ucraina” militarmente e anche “diplomaticamente”. Inoltre all’impegno sul ruolo italiano sulla ricostruzione viene inserito anche un passaggio in cui si auspicano “forme di cooperazione industriale e partenariati strategici” con Kiev che coinvolgano “il nostro tessuto imprenditoriale“, incluso nei “programmi Ue in corso di attuazione”. Il riferimento è al piano Safe da 15 miliardi con cui l’Italia dovrebbe finanziare la produzione di droni con l’Ucraina.

Le novità della risoluzione, volute dalla Lega, sono però gli ultimi due punti della risoluzione, 4 e 5. Nel primo si punta a coinvolgere il Parlamento “sull’attuazione del decreto e sugli sviluppi dei negoziati internazionali in corso, assicurando pieno rispetto delle prerogative parlamentari e trasparenza nei limiti imposti dalla necessaria tutela delle informazioni a carattere classificato”. Nel secondo invece si specifica che sarà “valorizzato” il rafforzamento “degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, rispondendo alle esigenze di protezione della popolazione e delle infrastrutture essenziali, in linea con le sensibilità espresse dal Parlamento nel suo complesso”. Un chiaro riferimento alle richieste leghiste.

Ancora una volta, infine, è iniziato il balletto sul titolo della risoluzione. Come nel decreto del 29 dicembre in cui prima era scomparso il riferimento agli aiuti militari e poi era tornato (con irritazione della Lega), stavolta la parola “militari” non c’è nel titolo della risoluzione ma si parla di “equipaggiamenti in favore delle autorità governative dell’Ucraina”.

Nonostante la bozza di risoluzione vada incontro a diverse richieste del Carroccio, non è escluso che un gruppo di deputati e senatori possano comunque non votare il testo finale facendo mancare voti alla maggioranza.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione