Groenlandia, la Gran Bretagna tratta con l’Ue l’invio di truppe. La Nato: “Mosca e Cina lavorano insieme, rafforzare presenza”
Truppe europee in Groenlandia per placare le “ansie” di Donald Trump e convincerlo a non “annettere” l’isola artica. È un filo di ragionamento concreto lungo il quale si stanno confrontando da una parte il governo britannico e dall’altra alcuni Paesi dell’Ue, in particolare Germania e Francia. Mentre anche la Nato sembra muoversi su questo nuovo fronte: “Mosca e Pechino lavorano insieme, la minaccia cresce e dobbiamo rafforzare le attività in zona”, ha detto il comandante supremo delle forze alleate, il generale Alexus Grynkewich.
Attorno all’isola artica, insomma, cresce sempre di più la tensione. Nei giorni scorsi, secondo il Telegraph, funzionari britannici hanno incontrato i loro omologhi di altri Paesi europei per dare inizio ai preparativi. I piani, ancora in una fase iniziale, potrebbero prevedere l’impiego di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalla Russia e dalla Cina. Le nazioni europee sperano così di convincere Trump ad abbandonare le sue ambizioni.
Per l’Europa “adesso è il momento di realizzare” quanto prefissato sulla difesa, “perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti”, ha detto il commissario Ue Andrius Kubilius alla conferenza sulla politica di sicurezza di Salen, in Svezia. Dopo “la strategia di sicurezza nazionale di Washington, il Venezuela e le minacce alla Groenlandia, ora è ancora più chiaro che dobbiamo costruire l’indipendenza dell’Europa”, ha sottolineato.
Secondo quanto riferito dalla Bild, venerdì i Paesi E3 – Germania, Francia e appunto Gran Bretagna – si sono coordinati sulla questione groenlandese, discutendo i prossimi passi. Pubblicamente Berlino continua tuttavia a non far trapelare la possibilità di una mossa europea “sul campo”. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in un’intervista alla Bild am Sonntag, ha detto: “È chiaro che spetta esclusivamente alla Groenlandia e alla Danimarca decidere sulle questioni territoriali e di sovranità dell’isola”.
La regione artica ha “acquisito una nuova importanza in termini di politica di sicurezza”, ha sottolineato Wadephul, indicando che “questa importanza continuerà ad aumentare perché Russia e Cina hanno interessi lì che contrastano con i nostri”. Il ministro oggi è a Reykjavik per incontrare la ministra degli Esteri islandese Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir, poi lunedì sarà a Washington per un confronto con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Quest’ultimo, la prossima settimana, vedrà anche il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen. “Siamo a un bivio”, ha detto la premier danese Mette Frederiksen.
Una situazione in evoluzione, con la Nato intenzionata a far valere il suo peso: “Gli alleati stanno collaborando strettamente sulle questioni artiche”, ha sostenuto Grynkewich spiegando che di recente è stato “concordato di approfondire la nostra comprensione delle attività nell’Artico e incrementare le nostre attività ed esercitazioni nell’estremo nord”. La cooperazione militare in questa regione non è mai stata così forte”, ha detto ancora il comandante supremo delle forze alleate. “Nell’estremo nord, navi russe e cinesi stanno conducendo sempre più pattugliamenti congiunti”, ha sottolineato aggiungendo che la minaccia diventerà “sempre maggiore”.