Il mondo FQ

Vigilante muore in un cantiere delle Olimpiadi: “Lavorava di notte all’aperto in condizioni rigide”

Pietro Zantonini, originario di Brindisi, si è sentito male nel cantiere dello stadio del ghiaccio a Cortina: disposta l'autopsia. La denuncia della famiglia: "Si era lamentato più volte"
Vigilante muore in un cantiere delle Olimpiadi: “Lavorava di notte all’aperto in condizioni rigide”
Icona dei commenti Commenti

Si è sentito male durante il turno di notte, ha fatto in tempo ad allertare i colleghi che hanno chiamato il 118. Ma per lui non c’è stato nulla da fare: è morto nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, una delle opere più importanti delle Olimpiadi invernali che inizieranno tra meno di un mese.

Disposta l’autopsia sul corpo del 55enne

Si chiamava Pietro Zantonini, faceva il vigilante, aveva 55 anni ed era originario di Brindisi. Si è spento la notte dell’8 gennaio e ora la famiglia chiedere di vederci chiaro, di indagare e capire se la sua morte era evitabile con migliori condizioni di lavoro. Dopo la denuncia presentata dalla moglie ai carabinieri, il pubblico ministero Claudio Fabris ha disposto l’autopsia della salma.

Lavorava in un gabbiotto e usciva ogni 2 ore

Nella denuncia presentata dalla moglie di Zantonini, attraverso l’avvocato Francesco Dragone, emergono infatti tutte le preoccupazioni che il vigilante aveva già fatto presenti ai parenti. Lavorava in un gabbiotto da cui usciva ogni due ore, per la ricognizione.

“Condizioni climatiche rigide, si era lamentato”

“Era impegnato in un turno notturno, all’aperto, in condizioni climatiche particolarmente rigide”, ha denunciato il legale sottolineando che l’uomo “avrebbe più volte manifestato preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele”.

Il legale: “Serve un approfondimento giudiziario”

Turni che, aggiungono, sarebbero stati in alcuni casi anche consecutivi. Si tratta di elementi, dice ancora la famiglia, “che rendono necessario un approfondimento giudiziario e che riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e delle condizioni di lavoro nei cantieri e nei servizi collegati ai grandi eventi”.

Lavorava con un contratto a termine

Zantonini era arrivato in Veneto a settembre e lavorava con un contratto a termine, già prorogato, che sarebbe scaduto a fine gennaio. Poi il malore l’altra notte, l’allarme e la corsa dell’ambulanza. Quando i soccorritori sono arrivati, a quanto emerge, hanno tentato di rianimarlo ma non ci sono riusciti.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione