Armi a Kiev, Meloni attacca Vannacci: “Mi stupisce che un generale sia contro”. Lui replica: “Non ho mai cambiato idea”
Dice di essere “stupita” dalla sua presa di posizione contro il decreto Ucraina. Giorgia Meloni – nel corso della tradizionale conferenza stampa organizzata dall’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare – cita esplicitamente l’europarlamentare leghista Roberto Vannacci parlando dei malumori interni alla coalizione di governo sul provvedimento che proroga l’invio di armi a Kiev.
“Ascolto tutte le valutazioni che arrivano dalla maggioranza”, ha detto la premier sottolineando di avere “letto di qualcuno che auspicava che il dl Ucraina non ottenesse i voti in Parlamento”. “Non credo andrà così”, rimarca Meloni: “E mi stupisce”, aggiunge, che questa riflessione “arrivi da un generale“. “I soldati – continua la presidente del Consiglio – sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano utili per costruire la pace e non semplicemente per fare la guerra”. Una risposta a chi le chiede della posizione di alcuni esponenti della Lega sul decreto approvato nell’ultimo Consiglio dei ministri.
La replica del generale non si fa attendere. “Mai cambiato idea sull’invio di armi a Kiev, soprattutto dopo 4 anni di guerra in cui questa strategia vede l’esercito russo avanzare inesorabilmente sul territorio ucraino”. “Mi stupisco che qualcuno se ne accorga solo ora“, ribatte Vannacci all’AdnKronos. Il decreto di aiuti a Kiev è stato approvato nel Cdm del 29 dicembre. Un testo frutto del compromesso tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini dopo che la Lega aveva minacciato per settimane di non votare il decreto. Alla fine il provvedimento prevede la proroga degli aiuti militari all’Ucraina con “priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell’Ucraina”.