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“Trump vuole pagare gli abitanti della Groenlandia”: gli Usa studiano la mossa per convincerli a mollare la Danimarca

La discussione sulla possibilità di versare pagamenti forfettari agli abitanti dell'isola è già avvenuta, stando a quanto hanno riferito quattro diverse fonti a Reuters
“Trump vuole pagare gli abitanti della Groenlandia”: gli Usa studiano la mossa per convincerli a mollare la Danimarca
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L’idea di comprarsi la Groenlandia non esclude una vera e propria offerta economica con i suoi abitanti, ai quali non è escluso che gli Stati Uniti possa decidere di pagare una cospicua somma in denaro per convincerli ad abbandonare la Danimarca. La discussione sulla possibilità di versare pagamenti forfettari agli abitanti dell’isola è già avvenuta, stando a quanto hanno riferito quattro diverse fonti a Reuters. Anche se l’importo e le modalità di pagamento non sono ancora chiare, alcuni funzionari dell’amministrazione hanno valutato cifre che vanno dai 10.000 ai 100.000 dollari a persona.

La “corte” dell’amministrazione Trump, tra l’altro, sta iniziando a creare crepe tra i poco più di 60mila abitanti. Pele Broberg, leader del maggior partito d’opposizione locale, citato dalla britannica Sky News Uk, ha aperto uno spiraglio alle ambizioni del presidente statunitense sull’enorme isola artica sostenendo che la Groenlandia dovrebbe avviare “colloqui bilaterali” con gli Usa sul suo futuro, escludendo la Danimarca.

Broberg ha accusato il governo di Copenaghen di aver adottato una posizione “ostile sia alla Groenlandia sia agli Stati Uniti con la sua mediazione”. E ha polemizzato con la ministra degli Esteri di Nuuk, Vivian Motzfeldt, secondo cui un negoziato a due sarebbe “illegale”, dati gli attuali legami istituzionali dell’isola, ricchissima di risorse, col Regno danese. Broberg rappresenta la voce più radicale sul fronte indipendentista e anti-danese, nel ricordo dei soprusi del passato.

La Groenlandia ha lo status di territorio autonomo della corona danese e tutti i partiti rappresentati nel suo Parlamento sono favorevoli a una secessione formale da Copenaghen e al superamento delle ultime tracce di dominio coloniale europeo. Ma hanno posizioni diverse su come acquisire l’indipendenza e sui rapporti col gigante americano, che già dal 1951 ha una presenza militare esclusiva sull’isola dei ghiacci e ne controlla la difesa.

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