La procura di Roma apre un’indagine sulla strage di Crans Montana: omicidio colposo e incendio
La Procura di Roma – competente per i reati commessi ai danni di cittadini italiani all’estero – ha aperto un fascicolo di indagine relativo all’incendio di Crans-Montana costano la vita a 40 persone, sei delle quali italiane. Nel procedimento si procede per omicidio colposo e incendio. Nel rogo del bar Le Costellation sono rimaste ferite oltre cento feriti e anche tra questi ci sono cittadini italiani, per lo più giovanissimi, alcuni dei quali in condizioni gravissime ricoverati a Milano e in Svizzera.
Il ministero degli Esteri ha inviato a piazzale Clodio una comunicazione relativa a quanto avvenuto. Massimo il riserbo da parte degli inquirenti che delegheranno le indagini alle forze dell’ordine. Intanto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado che dai primi momenti segue tutti gli sviluppi, incontrerà a Sion le autorità del Canton Vallese per fare il punto riguardo alle indagini sul rogo. “Nei prossimi giorni sarò a Sion per avere incontri con tutte le autorità locali, da quelle governative a quelle di polizia e quelle giudiziarie, per acquisire informazioni sulle indagini – ha detto mercoledì il diplomatico – Dobbiamo concordare una data, – ha aggiunto – ma siamo già d’accordo per vederci a Sion con il governo vallesano, il capo della polizia cantonale e la procuratrice generale, senz’altro”.
La procura generale del Cantone Vallese, nel centro storico di Sion, è sotto assedio perché si è intensificato l’attacco alle indagini condotte da Beatrice Pilloud e dai suoi quattro procuratori. Tra le critiche, quelle di un eccessivo garantismo nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Maric Moretti, i proprietari del locale, che, a quasi 48 ore dalla tragedia, la procuratrice Pilloud aveva definito “ancora innocenti” e che ora sono indagati per omicidio, lesioni e incendio involontari.
“L’ambasciatore italiano ha ragione, i proprietari del Constellation dovevano essere arrestati subito, per 24 ore, affinché si potessero fare delle perquisizioni e raccogliere le prove” aveva dichiarato nei giorni scorsi l’avvocato vallesano Sébastien Fanti. “Dobbiamo poter assistere alle udienze a cui ora non possiamo partecipare”, spiega il legale che lancia un appello alla giustizia italiana: “Considerato il numero di vittime italiane al Constellation, in base a una competenza residuale sarebbe opportuno verificare la possibilità di avviare un procedimento penale anche in Italia, così come è stata aperto un procedimento in Francia”.
Anche in Belgio la procura del Brabante Vallone ha aperto un’inchiesta come riferito all’agenzia di stampa Belga il procuratore capo Marc Rézette. “In seguito al tragico incendio di Crans-Montana, la Procura della Repubblica del Brabante Vallone ha aperto un fascicolo in consultazione con la Procura federale. L’unico scopo di questa iniziativa è facilitare l’intervento del servizio di assistenza alle vittime del Centro di Giustizia di Nivelles nell’organizzazione dei contatti tra le vittime e le loro famiglie residenti nel Brabante Vallone e le autorità svizzere”, ha spiegato il procuratore a Belga. “Questa cooperazione giudiziaria internazionale avverrà attraverso i canali di collaborazione di polizia e giudiziaria esistenti”. Tra i 40 morti nel rogo del locale in Svizzera, c’è anche una studentessa del liceo belga.