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Ultimo aggiornamento: 17:19 del 7 Gennaio

Tommasi (Libero): “Trump difende i nostri valori. Anche la Palestina ci vuole tutti morti”. Scontro con Negri su La7

"Lei parla di democrazia a vanvera". Scontro durissimo tra Alberto Negri e Paola Tommasi
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Polemica rovente a L’Aria che tira (La7) tra il giornalista del Manifesto Alberto Negri e Paola Tommasi, editorialista di Libero, in passato collaboratrice di Renato Brunetta, già portavoce del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, oltre che ex componente dello staff di Donald Trump. Casus belli: l’operazione degli Stati Uniti in Venezuela, strenuamente difesa dalla firma di Libero.
“Se in Venezuela non avesse agito Trump – afferma Tommasi – l’avrebbero presa i cinesi e i russi che hanno gli stessi interessi economici sul petrolio che ha Trump. Se devo scegliere fra Cina, Russia e Stati Uniti, io scelgo sempre gli Stati Uniti, cioè io la pongo come una questione che riguarda tutto l’Occidente e la difesa della cultura e dei valori occidentali, come disse lo scorso anno Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno. Qui gli Stati Uniti stanno difendendo i valori e la cultura occidentale e se non lo fanno gli Stati Uniti, l’alternativa è soccombere“.
Alle sue parole Negri reagisce scoppiando a ridere, innescando un’escalation immediata. Tommasi alza ulteriormente i toni e urla: “Anche la Palestina ci vuole tutti morti, loro sono contro di noi“.
La replica del giornalista è sarcastica: “Che risate mi fai fare”.

Il confronto si fa sempre più confuso, con Tommasi che interrompe ripetutamente l’interlocutore. Negri alla fine sbotta e prova a riportare la discussione sui fatti: “Tanto per cominciare in Venezuela la prima cosa che ha fatto Trump è stata prendere a calci nel sedere il premio Nobel e il capo dell’opposizione. Quindi, niente di democratico”.
Tommasi incalza: “Ora la lotta al narcotraffico, ai criminali e alla droga è diventata inutile?”.
Negri ribatte allargando il quadro geopolitico: “Trump difende Putin che non ha niente di democratico. Ora si vuol far dare 50 milioni di barili di petrolio dal Venezuela per venderli lui ai clienti del Venezuela, in primo luogo alla Cina. Tutto questo serve semplicemente a Trump per andare poi a parlare con Xi Jinping e presentarsi come quello che controlla le risorse energetiche”.
“E quindi lei preferisce che sia la Cina?”, domanda Tommasi.
“Io signora non preferisco niente – risponde Negri – Lei deve chiedersi cosa preferiscono i popoli, non gli Stati e le grandi potenze. E lei parla di democrazia a vanvera! Perché quello che è stato fatto in Venezuela non ha niente a che fare con la legalità internazionale”.

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