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Omicidio durante un intervento per sventare un furto all’Eur: carabiniere condannato a tre anni

La sentenza del Tribunale di Roma supera la richiesta dei pm: riconosciuto l’eccesso colposo nell’uso dell’arma dopo il ferimento di un collega durante il tentativo di fuga della vittima
Omicidio durante un intervento per sventare un furto all’Eur: carabiniere condannato a tre anni
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Il Tribunale di Roma ha condannato a tre anni di reclusione il carabiniere che nel settembre del 2020 uccise con un colpo di pistola un cittadino siriano di 56 anni nel quartiere Eur, durante un intervento per sventare un furto. Il militare era imputato per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi e i pm avevano chiesto una pena di due anni e mezzo. Con la sentenza di primo grado, il tribunale ha ritenuto che, pur in una situazione di tensione e pericolo, la risposta armata abbia superato i confini fissati dalla legge.

I fatti risalgono alla notte tra il 19 e il 20 settembre 2020, quando una pattuglia del Nucleo radiomobile intervenne in via Paolo Di Dono, dopo che avevano ricevuto la segnalazione di un ingresso irregolare in un ufficio. Secondo la ricostruzione dell’accusa, una volta uscito dall’edificio, il 56enne avrebbe ignorato l’alt imposto dai carabinieri e avrebbe reagito colpendo uno dei due militari al busto con un cacciavite, nel tentativo di guadagnarsi la fuga. A quel punto, il collega rimasto illeso esplose due colpi di pistola: uno di questi raggiunse l’uomo, causandone la morte. Per i giudici, l’uso dell’arma da fuoco non è stato proporzionato al contesto, configurando così il reato contestato nel processo.

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