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Ultimo aggiornamento: 21:13 del 5 Gennaio

Roma, presidio contro l’intervento Usa a Caracas: contestati esuli venezuelani anti-Maduro

Alcuni esuli venezuelani hanno provato a dire la loro ma hanno ottenuto un cartello strappato e l'invito a lasciare la piazza
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In Piazza Barberini, sotto la pioggia, circa duecento persone hanno manifestato contro l’operazione militare statunitense in Venezuela che ha portato all’arresto e al trasferimento negli Usa del presidente Nicolas Maduro. Cgil, Anpi, Stop Rearm Europe e altre organizzazioni hanno manifestato contro, afferma Raffaele Bolini, “un disegno molto lucido e razionale, ovvero il ritorno alle monarchie assolute dove il re ha il potere di afre tutto ciò che vuole” . “Siamo di fronte a un atto di assoluta illegalità internazionale. È abominevole il fatto che si dica apertamente che si è andati in Venezuela per prendersi il petrolio” continua Bolini. “Si dice ‘ma Maduro è un dittatore’. Se noi usiamo questa regola per tutte le dittature con i più potenti che sequestrano i dittatori, salta il diritto internazionale e andiamo verso la guerra mondiale” è l’opinione di Gianluca Peciola della Rete No DL Sicurezza Roma.

Mentre la manifestazione stava prendendo il via, in Piazza Barberini, sono arrivati anche dei giovani esuli venezuelani. L’accoglienza da parte dei manifestanti non è stata delle migliori: cartello strappato e inviti a lasciare la piazza. I ragazzi hanno provato a dire la loro, fin quando sono stati costretti a desistere. “Non ci potete parlare di diritti umani, in Italia si svolgono elezioni libere da noi, no, da noi non puoi neanche parlare” ci dicono. “Golpe Usa? È più importante il risultato”.

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