Referendum, 225mila firme contro la riforma Nordio: raccolta completa al 45%
Raggiunge e supera le 225mila firme, il 45% dell’obiettivo, l’iniziativa popolare per chiedere il referendum costituzionale sulla riforma Nordio (qui il link per firmare con Spid o Carta d’identità elettronica). La raccolta è aperta dal 22 dicembre sul sito del ministero della Giustizia, dopo che 15 giuristi hanno presentato in Cassazione una richiesta alternativa a quelle depositate dai parlamentari di maggioranza e di opposizione (ammesse lo scorso 18 novembre). La mobilitazione serve soprattutto a rendere più complicato il piano del governo di accelerare i tempi del voto, convocando le urne senza aspettare il 30 gennaio, quando scadranno i tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale: cioè il termine entro cui i soggetti legittimati dalla Carta – 500mila elettori, cinque Consigli regionali o un quinto dei membri di ciascuna Camera – possono chiedere il referendum confermativo.
Sfruttando la richiesta già avanzata dai parlamentari, l’esecutivo vorrebbe fissare la data della consultazione – che va decisa con un anticipo tra i cinquanta e i settanta giorni – per l’inizio o la metà di marzo, violando la prassi seguita in tutti e quattro i referendum costituzionali della storia repubblicana. Il blitz era previsto per l’ultimo Consiglio dei ministri del 2025, il 29 dicembre, ma è stato rimandato all’ultimo momento. Se entro il 30 gennaio verrà superata la soglia delle 500mila firme, il Comitato promotore potrà depositare il quesito e acquisirà una serie di diritti nella campagna referendaria, come l’accesso ai rimborsi elettorali e gli spazi televisivi in base alla par condicio. Inoltre diventerà un soggetto costituzionalmente tutelato, capace di rappresentare in giudizio gli interessi degli elettori.