“Dubbi su trasparenza e governance”: clamoroso Djokovic, lascia a sorpresa il sindacato da lui fondato
Novak Djokovic ha deciso di lasciare la Ptpa (che sta per Professional Tennis Players Association), il sindacato che lui stesso aveva fondato nel 2020. Una decisione arrivata a sorpresa nella giornata di domenica, con l’annuncio del tennista sul proprio profilo X. L’ex numero 1 del mondo ha infatti deciso di lasciare il sindacato che lui stesso aveva ideato e creato nell’estate 2020 insieme a Vasek Pospisil, oggi ritiratosi. Nonostante la Ptpa sia stata ufficialmente riconosciuta come organizzazione solo nel 2021, la sua prima presentazione era risalente allo US Open del 2020. Lo scopo principale doveva essere quello di tutelare nel migliore dei modi i diritti dei giocatori nelle varie sedi delle organizzazioni governanti di questo sport.
“Dopo un’accurata riflessione, ho deciso di allontanarmi completamente dalla PTPA. Questa scelta è dovuta a preoccupazioni persistenti riguardo alla trasparenza, alla governance e al modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate“, ha spiegato Djokovic nel comunicato diffuso su X per spiegare le proprie ragioni. “Resto orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato questo sindacato, volendo dare ai giocatori una voce più forte e indipendente. Al tempo stesso, è diventato chiaro che i miei valori e il mio approccio non siano più allineati con l’attuale direzione dell’organizzazione”.
Il comunicato di Djokovic prosegue: “Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e contribuirò alla crescita di questo sport in modi che riflettano i miei valori e la mia integrità. Auguro il meglio ai giocatori e a tutti coloro che sono coinvolti in questo progetto, ma per quanto mi riguarda è un capitolo ormai chiuso“. Il 38enne serbo inizierà il suo 2026 all’ATP 250 di Adelaide, primo e unico test in vista degli Australian Open, in programma a Melbourne Park da domenica 18 gennaio.