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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 17:14 del 2 Gennaio

Crans Montana, il padre di uno dei ragazzi: “Mio figlio ha ustioni sul 40% del corpo ma è vivo, questa la cosa più importante”

Il racconto di Umberto Marcucci, padre di uno dei ragazzi rimasti feriti nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana
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“Mio figlio sta male, però è vivo e questa è la cosa più importante per noi”. Così Umberto Marcucci, padre di uno dei ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, ha risposto ai cronisti, riguardo alle condizioni del figlio. “Il ragazzo ha ustioni sul 30-40% del corpo – ha detto Marcucci – Ringraziando il cielo sono su braccia, schiena e capelli. È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale”, ha raccontato il padre, che quella notte è riuscito a parlargli durante le prime operazioni di soccorso. “Il ragazzo si trova ora in coma farmacologico ed è già stato sottoposto a interventi” ha spiegato il padre. Il racconto dell’uomo ha ripercorso quanto accaduto dopo l’incendio: “C’era una cinquantina di persone in piazza con le ambulanze che cercavano di raccogliere più feriti possibile e altrettante all’interno del locale, dove faceva più caldo ma la situazione era la stessa, con i paramedici impegnati a tamponare i casi più gravi”. Quando è riuscito a raggiungere il figlio, ricorda, il ragazzo gli ha detto: “Papà sto male, mi fanno male le mani”. “Le aveva come nelle foto della bambina del Vietnam e così le avevano tutti – ha detto Marcucci – Le ragazze purtroppo stavano peggio perché avevano la gonna con le calze, mentre i ragazzi avevano i jeans che proteggevano di più le gambe”. Tre amici di Manfredi, presenti con lui quella notte, risultano al momento irreperibili. Il padre del ragazzo ha spiegato che a Cras-Montana ci sono i familiari di un giovane romano coinvolto nell’incendio di cui non sono ancora pervenute notizie: “Stanno aspettando, sperano che sia tra i feriti non riconoscibili. E vi assicuro che c’erano tanti feriti che non erano riconoscibili”.

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