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Il figlio di un’amante di Matteo Messina Denaro allontanato dai genitori. I giudici: “Ambiente criminogeno”

Per i giudici il minore sarebbe esposto in famiglia a comportamenti "gravemente pregiudizievoli". In comunità con lui potrebbe andare anche la madre, che ha dimostrato interesse nel percorso riabilitativo
Il figlio di un’amante di Matteo Messina Denaro allontanato dai genitori. I giudici: “Ambiente criminogeno”
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Sarà destinato a una comunità fuori dalla Sicilia il figlio – di età appena inferiore ai 10 anni – di una donna che ebbe una relazione sentimentale con il boss mafioso Matteo Messina Denaro. A deciderlo il tribunale dei minorenni di Palermo, che ha accolto la richiesta della procura dei minori sulla base dei riscontri ottenuti dopo aver raccolto diversi elementi sulle condizioni di vita e sui comportamenti della famiglia.

Quasi tre anni fa, quando Messina Denaro è stato arrestato dopo una lunghissima latitanza, la donna si è presentata spontaneamente nella Procura del capoluogo siciliano per testimoniare la sua estraneità, rivelando di aver scoperto la famigerata identità dell’uomo solo con il suo arresto. I due avrebbero intrattenuto una relazione tra maggio e novembre 2022. I pm dopo aver analizzato le immagini delle videocamere del trapanese e a Campobello di Mazara e aver letto appunti del boss e lettere dall’altra sua amante – la più conosciuta Laura Bonafede – l’hanno arrestata per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena. La donna ha poi ottenuto poi i domiciliari, ed è stato arrestato – sempre per favoreggiamento – anche suo marito.

Ora il giudice del tribunale dei minori Nicola Aiello ha dato la possibilità alla madre del bambino di scegliere se seguire il figlio in comunità. Qui il giovane intraprenderà un percorso di educazione alla legalità e sarà assistito da psicologi e assistenti sociali. La donna ha detto di voler intraprendere un programma che aderisca al protocollo Liberi di scegliere (nato per dare un’alternativa di vita a chi proviene da famiglie legate all’ambiente criminale). Interesse non dimostrato da parte del padre del bambino che, invece, si definisce perseguitato e vittima di ingiustizia e afferma di essere un modello di legalità.

“Da tutti gli elementi fin qui raccolti” – scrive il giudice nel provvedimento – “emerge la figura di una coppia genitoriale adusa a comportamenti penalmente rilevanti e incompatibili con il vivere civile, con grave pregiudizio per il figlio, esposto con la crescita ad un esempio tutt’altro che virtuoso”. Il ragazzino sarebbe anche esposto a comportamenti che appaiono “gravemente pregiudizievoli per il minore anche in termini di interiorizzazione di “valori”, schemi comportamentali e modelli caratterizzati da mancato rispetto dell’altro”. Questi comportamenti si porrebbero “in profondo e radicale antagonismo con quelli fondanti della società civile, con grave violazione dei doveri genitoriali e conseguente grave pregiudizio per il figlio”.

La decisione finale sul togliere o meno la responsabilità genitoriale al padre e alla madre del piccolo è attesa entro il 4 aprile, data ultima entro la quale il tribunale dei minori esaminerà i risultati del percorso intrapreso dai genitori.

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