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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 9:38 del 27 Ottobre

Le immagini dell’assalto al liceo Leonardo di Genova, la sindaca Salis al presidio ringrazia gli studenti – Video

Silvia Salis presente con gli studenti dopo il blitz nella scuola di sabato sera
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Il giorno dopo l’assalto di sabato notte al liceo Leonardo di Genova, che ha interrotto l’occupazione degli studenti, il collettivo della scuola ha dato appuntamento davanti al portone per chiedere alle persone solidali di aiutarli a porre rimedio ai danneggiamenti. Centinaia di persone si sono radunate davanti alla scuola, ma, per motivi burocratici, di indagine e di sicurezza, non è stato possibile avviare autonomamente il ripristino degli spazi colpiti dal blitz. Più che neofascisti, che a Genova sono una presenza oltremodo residuale, la polizia ipotizza il coinvolgimento di un potenziale gruppo di “maranza”. Erano una quarantina di giovani con i volti più o meno coperti, armati di tubi e spranghe. Dal canto loro, gli occupanti tengono a precisare che si tratta di giovani esterni alla scuola: “Certo, sono entrati inneggiando al duce e hanno lasciato come ‘firma’ delle svastiche sui muri”, precisano, “ma principalmente si è trattato di un gruppo di teppisti, che hanno distrutto la nostra scuola terrorizzando 200 ragazzi, mentre le forze dell’ordine chiamate a mezzanotte non si sono palesate prima delle tre. Per fortuna non ci sono state aggressioni a studenti e non ci sono stati feriti”. Dopo aver chiamato la solidarietà antifascista, che in città si è subito mostrata con un corteo davanti alla saracinesca della sede inattiva di CasaPound, ora gli studenti preferiscono minimizzare la “consapevolezza politica” degli squadristi, loro coetanei, che si sono lasciati andare alla vandalizzazione della scuola occupata “in solidarietà a Gaza e contro il governo Meloni”.

Per iniziare, “risponderemo riparando ciò che è andato distrutto, perché per noi la scuola è un luogo da difendere, non da assaltare”. Si ipotizzano danni per migliaia di euro (oltre alle svastiche sui muri: porte scardinate, banchi divelti, estintori svuotati ovunque, vetri e materiali informatici spaccati). Al presidio improvvisato davanti alla scuola, ieri pomeriggio, erano presenti anche il preside e la sindaca Silvia Salis, che ha ringraziato gli studenti per “l’esempio e la disponibilità a mettere a posto, la scuola è luogo di cultura e dev’essere luogo della libertà”. “Che un gruppo di giovanissimi trovi senso, in un qualunque sabato sera, solo distruggendo una scuola e aggredendo coetanei è il sintomo angosciante di un tempo smarrito, dove la rabbia cieca sostituisce il pensiero” commenta Simone Leoncini, consigliere municipale per Avs e genitore di uno studente: “Quando lo sfascio si accompagna a svastiche e inni al duce, il disagio trova riparo dietro la peggior ideologia. È il segno di un mondo adulto che trasmette odio, intolleranza tossica e autoritarismo. E che continua a infettare le nuove generazioni. L’assenza delle forze dell’ordine per oltre due ore e mezza, mentre degli studenti chiedevano aiuto e venivano attaccati, è un altro fatto grave, che lascia un segno sulla percezione di distanza che danno le istituzioni quando serve”.

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