Nello stato di “massima allerta” per la Flotilla, l’inviato del Fatto Alessandro Mantovani, a bordo della Otaria, racconta quanto accaduto nella notte e quel che la spedizione attende di incontrare: “Abbiamo avuto una notte agitata. A partire dalle tre c’è la massima allerta. Sappiamo che le navi militari israeliane sono posizionate poche decine di miglia più avanti, cioè a 100-110 miglia dalle coste della Striscia di Gaza e a partire dalle 03:30 sono stati avvistati piccole imbarcazioni. Si ritiene i militari che hanno girato intorno alle barche che sono in testa, in particolare ad Alma, la barca che guida la Flotilla. Per qualche minuto Alma e credo anche altre barche hanno perso il controllo di Starlink, quindi la rete internet. Non risulta che siano arrivate comunicazioni formali delle forze israeliane che chiedono a qualsiasi titolo di fermarsi. Ma insomma tutti sappiamo che l’intenzione è quella di intercettare le barche (sono 43) una per una e trasferire le persone che sono a bordo diverse centinaia su una nave militare e poi in carcere: qui tutti hanno fatto lunghi training non violenti per cui la consegna assoluta è quella di non reagire a nessuna azione che dovesse essere compiuta dalla Marina o dalla polizia di Israele.
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