In Calabria c’è chi è soddisfatto anche del penultimo posto nei Lea
di Fiore Isabella
Ogni tanto, portando a passeggio il mouse, faccio sosta sugli aggiornamenti dei livelli essenziali di assistenza (LEA) in Calabria, esposti dai nuovi indicatori “Core” del Ministero. In essi emergono espressioni tipiche della docimologia scolastica contenute nelle schede di valutazione scolastica come: recupero e progressi, miglioramenti costanti, eccellenze, ulteriori passi avanti. Un campionario di termini prestati, a mio giudizio in modo improprio alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del servizio sanitario pubblico, ormai in fase comatosa.
Ne sono testimonianza, le segnalazioni dell’utenza a qualche Tribunale Per i Diritti del Malato (vedi Lamezia Terme) della rete di Cittadinanzattiva, sistematicamente non apparse, seppure inviate, tramite comunicati, agli organi di stampa locali, gran parte dei quali (il mio non è un rimprovero) rigorosamente selettivi e comprensibilmente più portati a privilegiare le informazioni locali meno allarmanti, comprese le eccellenze; eccellenze che pure ci sono, ma si manifestano nella loro solitaria estemporaneità.
Quelle che assumono frequenza sistemica sono, invece, le criticità che, è utile ribadire, riguardano gli organici che si assottigliano sempre di più in particolare nella medicina di emergenza ed urgenza, le lunghe liste d’attesa e i calendari illegalmente e sistematicamente sospesi per le visite specialistiche e per gli accertamenti strumentali; al contempo crescono a dismisura le strutture private che, se non si hanno i soldi, si possono guardare solo da lontano. In questo quadro di depauperamento della sanità pubblica nella nostra regione, figlio legittimo dei famigerati piani di rientro, “la sanità calabrese, a detta dei “valutatori” in attività consolatoria, avrebbe abbandonato il fanalino di coda posizionandosi al penultimo posto”.
Agli inizi degli anni 60 del secolo scorso, ad un mio compagno di scuola Media i genitori chiesero notizie sull’esito del suo secondo compito di Italiano. Lui, con plateale soddisfazione, rispose che al primo compito aveva preso (Due) e al secondo 2+ (Due più), rassicurando i genitori che la stessa professoressa lo aveva lodato per l’innegabile miglioramento.
Io non so se per gli elettori dell’on. Occhiuto e della sua maggioranza, per il suo compito di governo della sanità pubblica in Calabria, il passaggio dall’ultimo a penultimo posto in graduatoria sia motivo per “sbellicarsi” di soddisfazione.