Meloni inaugura la campagna elettorale e attacca la sinistra: “Clima insostenibile, festeggiano la violenza”. Il Pd: “Straparla”
“Il clima anche qui in Italia sta diventando insostenibile ed è ora di denunciarlo, di dire chiaramente che queste tesi sono impresentabili, pericolose, irresponsabili e antitetiche a qualsiasi embrione di democrazia”. Dalla festa dell’Udc a Roma, Giorgia Meloni inaugura la campagna elettorale per le Regionali con un’arma collaudata: il vittimismo. L’assist è una dichiarazione del matematico Piergiorgio Odifreddi, definito “intellettuale della sinistra”, sull’assassinio dell’influencer trumpiano Charlie Kirk: “Ha detto che sparare a Martin Luther King e sparare a un rappresentante Maga (Make America great again, il movimento di Trump, ndr) non è la stessa cosa. Ora io vorrei chiedere a questo illustre professore cosa intende esattamente. Intende che ci sono persone a cui è legittimo sparare in base alle loro idee? Io credo che sia arrivato il momento di chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o addirittura di questo continuo giustificazionismo della criminalizzazione, della violenza nei confronti di chi non la pensa come loro”.
L’accusa della premier – Lo step successivo, ovviamente, è il revisionismo: “Io vengo da una comunità politica che è spesso stata accusata, ingiustamente, di diffondere odio, che è stata accusata, guarda un po’, dagli stessi che oggi tacciono, minimizzano o addirittura giustificano o festeggiano l’omicidio premeditato, intenzionale, a sangue freddo di un ragazzo di 31 anni che aveva la colpa di difendere con coraggio le sue idee”. Nel suo intervento la premier propaganda i presunti successi economici del governo: “Abbiamo smesso di gettare i soldi dei cittadini dalla finestra, non abbiamo aumentato le tasse ma le abbiamo abbassate. E vogliamo proseguire in questa direzione, concentrandoci ora con la prossima legge di bilancio sul ceto medio“. E suona la carica sulle due riforme costituzionali il cantiere, quella della giustizia, per “spezzare il sistema correntizio che ha umiliato la magistratura”, e il premierato per “archiviare la stagione dei governi tecnici”. “C’è ancora molto da fare in questi due anni, lo faremo insieme saltando gli ostacoli, lasciando indietro chi vorrebbe inchiodare questa nazione ai suoi problemi di sempre”, promette.
Il coro dei ministri – Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi usa il caso Kirk per chiedere di “abbassare i toni” del dibattito politico: “Non bisogna dimenticare che ci possono essere processi di emulazione, non tutti sono in grado di raccogliere nel modo giusto certi messaggi e quindi qualcuno può in qualche modo fraintendere”. Mentre il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani rimprovera le opposizioni: “Purtroppo ci sono oggi in Italia troppi cattivi maestri che usano un linguaggio violento, aggressivo nei confronti degli avversari politici. Lancio un appello a tutti a cominciare dal presidente Conte, leader del M5s, affinché si abbassino i toni. Basta minacce, insulti, affermazioni che rischiano di creare danni, tant’è che poi il ministro dell’Interno è costretto ad alzare il livello di sicurezza per figure istituzionali”. Dopo qualche ora si aggiunge al coro il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Condivido totalmente le parole di Giorgia Meloni sulla pericolosità di un certo modo di fare polemica politica, in Italia come all’estero. Da tempo però noto, con preoccupazione e dispiacere, che ci sono persone, anche in Italia, che non vogliono una competizione politica corretta ma si stanno dedicando, con dichiarazioni, parole, gesti, quasi a disegnare un bersaglio su alcune persone”.
I capigruppo dem: “Accuse insensate” – Una narrazione che il Pd contesta con un comunicato firmato dai capigruppo di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, e dal capodelegazione al Parlamento europeo Nicola Zingaretti: “Osserviamo, abbastanza sgomenti, il tentativo della destra, e oggi anche di Giorgia Meloni, di incendiare il clima politico con accuse insensate e pericolose all’opposizione. Come Pd, a partire dalla segretaria Elly Schlein, abbiamo espresso sempre parole di dura condanna per ogni tipo di violenza politica. Chiediamo conto noi alla destra, soprattutto in Usa, di mettere al bando le armi che, in mano a estremisti, pazzi e delinquenti uccidono donne, uomini e spesso nelle scuole ragazzi e ragazzi. Meloni oggi straparla. Accusarci di chissà quali nefandezze serve solo alla destra per coprire il nulla cosmico dell’azione di questo governo”. Reagisce anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli: “Con chi ce l’ha la premier Meloni? Perché punta il dito contro l’opposizione? La morte di Kirk è stato un omicidio orribile che va condannato. Invito la presidente del Consiglio, proprio perché ha la massima responsabilità politica e di governo, a chiedere a tutti di non alzare i toni e a non accusare l’opposizione, come stanno facendo i suoi ministri, di essere responsabile della campagna di odio”.
Odifreddi: “Le mie parole sensate” – Anche Odifreddi replica alla premier parlando con l’Ansa: “Ho fatto un’affermazione semplicemente sensata“, dice in riferimento alla sua dichiarazione su Kirk. “Nel caso di Martin Luther King non ci si aspetterebbe che venisse ammazzato, perché uno che predica la non violenza, Nobel per la pace, si pensa che agisca a un livello diverso. Kirk, che aveva le sue posizioni, liberissimo di averle, ma era molto divisivo e in merito a una delle stragi fatte in una scuola americana, aveva detto che ci sono vittime collaterali quando si vuole che la gente si armi. Questo volevo dire: la non violenza dovrebbe attirare la non violenza, se invece si soffia sul fuoco, si usano questi mezzi, si incita all’odio contro gli immigrati, ci possono essere reazioni che io personalmente non condivido e non apprezzo, però capisco che ci possano essere queste cose. Se potessi parlare alla Meloni in questi termini immagino che lo accetterebbe anche lei, ma questo non lo so”