Francia, Macron ha scelto il successore di Bayrou: Sébastien Lecornu sarà il nuovo premier. Mélenchon: “Triste commedia”. Attesi scioperi e disagi
Emmanuel Macron ha scelto: Sébastien Lecornu sarà il nuovo premier. Il ministro della Difesa, 39 anni e fedelissimo del presidente, sarà il successore di François Bayrou. L’ex primo ministro aveva rassegnato le sue dimissioni all’Eliseo nel pomeriggio, in seguito al voto di sfiducia di ieri. Macron ha incaricato Lecornu di consultare le forze politiche rappresentate in Parlamento, “al fine di adottare il bilancio nazionale e costruire gli accordi essenziali per le decisioni dei prossimi mesi”. Solo dopo queste discussioni, il nuovo premier proporrà un governo al presidente. Il passaggio di consegne tra Bayrou e Lecornu è previsto per domani a mezzogiorno.
Per Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, Macron “sta sparando le ultime cartucce, rintanato nella sua ristretta cerchia di fedelissimi”. “Dopo le inevitabili future elezioni legislative, il primo ministro si chiamerà Jordan Bardella“, scrive su X. Mentre Jean-Luc Mélenchon, capo della France Insoumise, ha dichiarato che “solo le dimissioni dello stesso Macron potranno porre fine a questa triste commedia di disprezzo del Parlamento, degli elettori e della decenza politica”. I socialisti francesi hanno invece definito “uno schiaffo” la decisione di nominare Sébastien Lecornu come nuovo primo ministro della Francia.
I mercati guardano con preoccupazione all’instabilità politica del Paese dopo la caduta del governo che rischia di complicare le prospettive economiche già colpite dai dazi Usa e il risanamento dei conti pubblici. Il pil in Francia, nonostante le sue debolezze, ha registrato una crescita dello 0,3% nel secondo trimestre e il ministero dell’Economia transalpino punta su un pil in crescita dello 0,7% nel 2025. “È difficile prevedere un’accelerazione della crescita nella seconda metà dell’anno, soprattutto perché l’instabilità politica pesa sulla fiducia”, osserva Charlotte de Montpellier, economista senior di Ing. “Si prevede che le prospettive economiche francesi rimarranno al di sotto della media europea nei prossimi trimestri”, aggiunge in una nota.
Intanto, domani 10 settembre sono previsti scioperi nel settore aereo e dei trasporti in tutta la Francia, giornata di mobilitazione contro i tagli di bilancio annunciati . Il movimento, battezzato “Bloquons tout” e lanciato sui social network, avvierà numerose iniziative che coinvolgeranno sia le grandi città che le piccole. Circa 30 università francesi stanno tenendo assemblee generali per decidere le azioni da intraprendere domani. Per quanto riguarda le scuole superiori, “dobbiamo partecipare al movimento, perché siamo i primi ad essere interessati dal bilancio: siamo comunque i futuri cittadini della Francia”, spiega Sofia Tizaoui, presidente di un sindacato studentesco francese, che ha fatto appello al blocco degli istituti.
La Direzione Generale dell’Aviazione Civile prevede disagi e ritardi “in tutti gli aeroporti francesi”. Nella parte occidentale del Paese, sulle strade, i cittadini mobilitati si daranno appuntamento alle 6 di domani con l’obiettivo di bloccare le tangenziali o organizzare posti di blocco. A Parigi, gli attivisti prevedono di chiudere stanotte diversi accessi alla tangenziale e di proseguire i blocchi nella mattinata. I treni ad alta velocità Tgv regionali e internazionali “circoleranno normalmente”, secondo la società ferroviaria francese Sncf. Diverse assemblee generali si terranno nelle stazioni ferroviarie parigine nella mattinata.
Il gigante Amazon potrebbe essere disturbato da un picchetto di sciopero in un sito nella regione parigina. A Dunkerque (nord), è previsto uno sciopero presso l’acciaieria ArcelorMittal, che negli ultimi mesi ha annunciato un importante piano di licenziamenti. I dipendenti delle raffinerie gestite da TotalEnergies a Gonfreville-L’Orcher (nord), Donges sulla costa atlantica e Feyzin (est) sono stati chiamati a interrompere il lavoro dal sindacato Cgt. Su sua richiesta, anche i netturbini si mobiliteranno con almeno una quindicina di preavvisi di sciopero in varie regioni della Francia.