Cosa ci si poteva aspettare da Putin e Trump? Entrambi dimostrano la loro forza contro Paesi più deboli
di Giorgio Boratto
Ma cosa c’era da aspettarsi dal dittatore della Russia Vladimir Putin? Dal criminale di guerra decretato dalla Corte Penale Internazionale? Anche i suoi alleati lo sapevano: il dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko e quell’altrettanto dittatore nordcoreano, Kim Jong-un; sapevano che Vladimir Putin non avrebbe concesso niente di quello che gli veniva chiesto: né cessare il fuoco, né la rinuncia alle terre conquistate, né alle richieste di non volere la Nato ai suoi confini, né di trattare con Zelensky un accordo di principio…
Vladimir Putin sa che alla lunga non solo si prenderà le terre rivendicate fino ad ora ma l’intera Ucraina. Per Putin è solo questione di tempo e le grandi risorse che ha ad est quel paese, che ricordiamolo è il più grande del mondo intero, gli garantiscono un potere supremo.
Donald Trump non è un abile trattatista e anche le persone che lo circondano possiamo dire siano degli utili e intelligenti coadiutori: Howard Lutnick, Steve Witkoff, Marco Rubio, Scott Bessent, Dan Caine e il vicepresidente J.D. Vance.
Così questo ulteriore conflitto vede contrapporsi due sistemi similari e neoliberisti le cui ragioni nazionalistiche sono simili; tutte e due si battono contro paesi più deboli per rivendicare la loro forza. Certo che la pace sarebbe stata più facile se a confronto ci fossero state due visioni del mondo diverse. Tra eguali non c’è pace: deve prevalere il più forte.