Neonati morti a Bolzano, batterio rilevato nel dispenser del sapone usato per lavare i biberon
C’è un primo punto di partenza nelle delicate e complicate di indagini per stabilire come il batterio Serratia marcescens abbia potuto infettare e uccidere due neonati prematuri all’ospedale di Bolzano. I carabinieri del Nas, delegati dalla procura di Bolzano, hanno riscontrato una positività nel beccuccio e nei dispenser del sapone usato per lavare tettarelle e biberon. Detergente per stoviglie, non di quelli venduti al supermercato, ma un prodotto usato da tempo nell’ambiente ospedaliero per cui l’Asl competente ha deciso domenica l’utilizzo in tutte le strutture. Le ulteriori analisi sono affidate all’ospedale sotto la supervisione dell’Asl.
Gli accertamenti devono stabilire come quel detergente sia diventato la fonte del contagio e risalire – ma molti documenti sono stati già acquisiti dagli investigatori dell’Arma – a chi abbia toccato e in che condizioni il detergente senza le dovute precauzioni per un reparto ospedaliero e a maggior ragione in un reparto di terapia intensiva neonatale oppure se il prodotto sia stato esposto a fonti di calore. Nemmeno si può escludere, al momento, che il batterio fosse già dentro al detersivo, prima che venisse aperto e per questo motivo è stato sospeso l’utilizzo. Le ipotesi al momento sono diverse, ma è chiaro che si indaga per omicidio colposo e in attesa delle prime risultanze si dovrà disporre le autopsie e fare le iscrizioni nel registro degli indagati a garanzia.
I due bimbi nati prematuri all’ospedale di Bolzano sono morti a poche ore di distanza l’uno dall’altro il 12 agosto e la notte del 13. La Procura di Bolzano aveva subito delegato al Nas dei carabinieri gli accertamenti preliminari del caso per verificare il rispetto dei protocolli ospedalieri e la presenza di eventuali carenze igieniche nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Maurizio. Ora un primo responso sembra arrivato, anche se parziale: dovrà essere sottoposto a ulteriori verifiche.
Il batterio Serratia marcescens è in agguato soprattutto nelle unità di terapia intensiva e può provocare polmoniti, infezioni del tratto urinario, infezioni del sangue e meningiti. Risale al 1961 la prima descrizione di casi letali di infezione nei neonati e da allora la letteratura scientifica ha riportato molti episodi di epidemie causate da questo batterio nei neonati, anche con elevati tassi di mortalità. Ed i nati prematuri, come le vittime del batterio nell’ospedale di Bolzano, sono i più esposti al rischio di infezioni.
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