Roma, 21 gen. (Adnkronos) - Elly Schlein, Giuseppe Conte con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno appena finito di chiedere, unitariamente, a Giorgia Meloni di declinare l'invito ad entrare nel Board of Peace. "No all'Onu a pagamento di Donald Trump". La foto di gruppo in piazza Montecitorio è ancora calda quando in un altro Parlamento, quello europeo di Strasburgo, si consuma la spaccatura sull'accordo Ue-Mercosur. Per 10 voti è passata la richiesta del gruppo Left di rinvio dell'accordo alla Corte di Giustizia. Si dividono le opposizioni, ma anche il centrodestra. Votano a favore i parlamentari di Avs e M5S (che fanno parte di Left) e si uniscono quelli della Lega. Votano contro gli eurodeputati del Pd e di Fdi e Forza Italia.
"Una scelta miope che mina la credibilità dell'Europa in una fase delicatissima dal punto di vista geopolitico", commenta il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani. Giorgio Gori analizza i tabulati via social: "Se si fa eccezione per l'estrema destra e l'estrema sinistra - Lega, 5Stelle e Avs compresi -, che in ogni modo hanno cercato di affossare l'accordo, il voto del Parlamento Ue che ha congelato il Mercosur è leggibile per 'geografie nazionali', e non per schieramenti politici. Francesi, polacchi, rumeni, greci, croati, belgi francofoni: deputati che hanno pensato ai rispettivi elettorati locali, ai trattori sotto casa, anziché agli interessi europei. Il risultato è un clamoroso autogol. Autolesionismo puro, Trump se la ride".
Avs la pensa in un altro modo. "Ricorriamo alla Corte per difendere le regole e l'autonomia dell'Unione. È una risposta chiara a un accordo che rischia di indebolire gli standard sociali, ambientali e sanitari", dicono gli eurodeputati di Alleanza Verdi e Sinistra. Mentre i 5 Stelle evidenziano le divisioni interne alla maggioranza. Per Stefano Patuanelli l'accordo è stato "bocciato per le spaccature interne alla maggioranza: al Parlamento europeo sono mancati dieci voti, otto dei quali della Lega". Insistono i parlamentari M5S in Agricoltura: "Un accordo dannoso per l’agricoltura italiana ed europea viene fatto saltare non da una scelta politica coerente, ma da una guerra interna al governo italiano, con la Lega che — forte dei suoi otto eurodeputati — manda all’aria una linea su cui Meloni e Von der Leyen avevano investito tutto il proprio capitale politico".
Mentre in Europa ci si divide, a Roma i leader di Pd, M5S e Avs hanno incontrato insieme stamattina il Comitato Nazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti. Un'occasione per tenere alta l'attenzione su Gaza e tornare a ribadire la richiesta del riconoscimento dello Stato di Palestina. Ma anche per lanciare un alert alla premier Meloni che sembra orientata al no, ma ancora non ha chiarito ufficialmente se intende portare o meno l'Italia nel Board Trump.
Quella proposta, dice Schlein, è "inaccettabile. L'Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali. Trump con questa proposta vorrebbe smantellare definitivamente le Nazioni Unite e creare una Onu alternativa a pagamento. Noi crediamo invece che per costruire la pace serva il pieno coinvolgimento del popolo palestinese e sia un elemento imprescindibile". E poi Conte: "Auspichiamo che l'Italia non entri nel Board of Peace. Non ci sono le condizioni per pensare che quello sia un organismo che assicuri il rispetto del diritto internazionale".
Per Angelo Bonelli "di fronte a questa speculazione di Trump la risposta deve essere no. Noi ci auguriamo che Giorgia Meloni dica no e vogliamo sapere se darà qualche denaro a Trump per questa operazione di speculazione immobiliare". Aggiunge Fratoianni: "Oggi più che mai occorre evitare che si spengano le luci, che cali il silenzio sulla questione palestinese di fronte allo scandalo, allo scempio che è sotto i nostri occhi in questo momento, il cosiddetto Board of Peace, il tentativo di costruire una Onu parallela che va però per censo invece che sulla base del diritto internazionale. E' un gigantesco scandalo".