Ucraina aperta ai negoziati, mentre Mosca non vuole la pace? “Io temo che Giorgia Meloni si informi sulla vicende ucraine dai fumetti, dai cartoni animati. Ma come si fa a dire delle castronerie di questo genere?”. Così Marco Travaglio ad Accordi&Disaccordi, il talk su Nove condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Andrea Scanzi a proposito dell’ultima dichiarazione della premer in merito ai negoziati tra Russia e Ucraina, secondo cui solo Kiev sarebbe disponibile al dialogo. “Non c’è una dichiarazione non dico di Zelensky, ma nemmeno dei suoi consiglieri, in cui si dichiarino disposti a un microscopico compromesso: continuano a dire che rivendicano la Crimea, che rivendicano i territori occupati, che vogliono entrare nella Nato, che vogliono entrare nell’Europa, cioè continuano a fare del fantasy. – ha detto il direttore del Fatto Quotidiano – Mi va bene se è una posizione per negoziare perché nessuno all’inizio dice a che cosa rinuncerà, però non capisco per quale motivo si dica che da una parte c’è una volontà di negoziare mentre dall’altra non c’è”.
“La settimana scorsa le due delegazioni si sono viste a Istanbul, hanno messo sul tavolo le cose. Poi c’è stata la telefonata di Trump con Putin. Lavrov ha detto poi che il Vaticano non è una sede opportuna per negoziare – l’ha buttata sulla religione, ma il problema del Vaticano è che se dovesse arrivare, Putin passerebbe per l’Italia e lo arresterebbero, quindi non è una questione religiosa – È ovvio che Putin e Zelenski non si possono vedere a Roma, dove è situata la città del Vaticano, è ovvio che se questa roba succede, dovrà succedere in un Paese dove non vige il mandato di arresto per Putin, perché noi Netanyahu non lo arrestiamo, ma Putin lo arrestiamo“, ha concluso Travaglio.