“Trump non considera affatto la Ue come nemica, la considera come merita di essere considerata fino a oggi: una provincia. E se lo merita, perché se non fosse stata tale, avrebbe avuto una politica internazionale autonoma e forte, prevedendo peraltro le guerre civili che ci sono state in Europa dopo la caduta del muro di Berlino“. Così a Otto e mezzo (La7), in un dibattito incentrato sulle trattative per la pace in Ucraina, il filosofo Massimo Cacciari risponde a Lilli Gruber, con cui ha uno scontro rovente nel corso della trasmissione.
“A questo punto – continua l’ex sindaco di Venezia – speriamo che si arrivi ad un armistizio e che l’Europa abbia almeno la decenza di inviare sue truppe per garantire questo armistizio, in modo da dividere i contendenti finché non si giunga a un vero e proprio trattato di pace, che non potrà che avere i caratteri dei vecchi accordi di Minsk. La tragedia che dovrebbe far piangere tutti i nostri cuori e le nostre menti è che hai fatto tre anni di guerra, massacri, stermini e danni per tornare sostanzialmente agli accordi di Minsk. Questo avverrà”. E aggiunge: “Dopodiché Trump certamente farà i suoi sporchi o puliti affari, Putin neanche stiamo a parlarne. Quindi, questa è la situazione Trump e Putin si metteranno d’accordo e noi – ribadisce – abbiamo passato tre anni con massacri in Ucraina per tornare agli accordi di Minsk, sponsorizzati in primis da Macron, perché fu lui lì all’Eliseo a promuoverli”.
“Sì, ma parliamo di anni fa, Cacciari”, insorge Gruber. “Anni fa col cavolo – replica con toni veementi Cacciari – c’era la guerra civile in Donbass”. “Ma ricordiamo che è la Russia che ha invaso l’Ucraina 3 anni fa“, ribatte la giornalista. “Sì, ma c’era la guerra civile in Donbass in atto quando ci fu l’incontro all’Eliseo – ribadisce Cacciari – Che i giornali non parlassero della guerra che già c’era in Ucraina sono affari dei giornali. La realtà è che la guerra in Ucraina già c’era ed era nel Donbass coi carri armati e tutto”. “Noi ne abbiamo sempre parlato”, chiosa Gruber.