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L’attacco tedesco a Jannik Sinner prima della finale degli Australian Open: “C’è l’ombra del doping, Zverev dovrebbe essere numero 1”

Il principale quotidiano di Germania parla di "scandalo": le accuse al tennista italiano prima della finale
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“Il fatto che Sinner sia in finale è una farsa“. Duro e scomposto attacco dalla Germania a Jannik Sinner alla vigilia della finale degli Australian Open 2025, guarda caso contro il tennista tedesco Alexander Zverev. In un articolo pubblicato sul sito della Bild, tabloid non nuovo ad attacchi gratuiti contro l’Italia, l’autore Sebastian Kayser, inviato a Melbourne, scrive di un Sinner “travolto dallo scandalo” con “l’ombra del doping che incombe sulla finale”. Un affronto clamoroso, che ovviamente fa riferimento al noto caso Clostebol, che sarebbe già chiuso se non ci fosse stato il ricorso della Wada al Tas di Losanna. Sinner infatti è già stato scagionato dall’agenzia anti-doping del tennis (Itia), ma la Wada ha voluto appellarsi contro quella decisione (non lo ha fatto, stranamente, per il caso che riguarda la polacca Swiatek).

La Bild però ricostruisce in maniera sommaria il caso di doping che riguarda Sinner, ricordando solamente che “è risultato positivo due volte durante il Masters di Indian Wells, ma il caso fu reso noto solo cinque mesi dopo, una settimana prima dell’inizio degli US Open, dopo l’assoluzione”. Nell’articolo si legge: “Sconcertante che il caso non sia stato trattato molto tempo fa e che Sinner riesca ancora a vincere in Australia come se nulla fosse accaduto“. E viene aggiunto un altro concetto falso: “Ciò non accadrebbe in altri sport“. Non è così: in tutti gli sport le regole anti-doping prevedono la possibilità di essere scagionati anche dopo un controllo positivo. Spesso gli sportivi vengono sospesi in attesa di una sentenza, mentre Sinner è riuscito a bloccare anche una eventuale sospensione portando subito prove a sua discolpa che sono stare ritenute sufficienti da chi doveva giudicare.

D’altronde, la Bild cita come riferimento Novak Djokovic e Nick Kyrgios, che “hanno criticato in particolare l’approccio in questo caso di doping”. E l’articolo si conclude con una stoccata ‘patriottica’: “Zverev sarebbe stato il numero 1 al mondo molto tempo fa se il caso Sinner non fosse stato nascosto sotto il tappeto”. Non la pensa così nemmeno lo stesso Zverev, che ha più volte difeso il suo collega Sinner. Il numero 1 al mondo è italiano e resterà tale anche se perderà la finale degli Australian Open. Poi, il 16 e il 17 aprile, ci sarà l’udienza davanti al Tas di Losanna e la vicenda Clostebol sarà, in un modo o nell’altro, definitivamente chiusa.

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