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In Messico ricompare il leggendario subcomandante Marcos, leader dell’Esercito zapatista di liberazione

E' ricomparso a San Cristobal de las Casas, sfidando la criminalità organizzata e le forze di sicurezza di fronte alle violenze senza precedenti che stanno investendo il Messico
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Alla vigilia del 31esimo anniversario del sollevamento dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), attivo nello Stato messicano del Chiapas, riappare lo storico leader. Il subcomandante Marcos, è ricomparso a San Cristobal de las Casas, sfidando la criminalità organizzata e le forze di sicurezza di fronte alle violenze senza precedenti che stanno investendo il Messico.

In un suo intervento, il leader dei guerriglieri, il cui vero nome è Rafael Sebastián Guillén Vicente, ha assicurato che “le comunità zapatiste del Chiapas non saranno sottomesse né dalle bande criminali né dalle forze di sicurezza dello Stato”. Marcos ha ripercorso la lotta degli zapatisti che arrivarono a Città del Messico il primo gennaio 1994 e ha assicurato che “la loro resistenza rimane indistruttibile di fronte alle minacce costanti” e ha aggiunto che “la resistenza dei popoli indigeni rimane una speranza di fronte al crollo dell’ordine costituito e al venir meno della coesione sociale”.

Ha poi lanciato un allarme per l’ambiente e in particolare per “le foreste che stanno morendo”, accusando di sfruttamento “un sistema capitalista che “dà priorità ai profitti di pochi a scapito del benessere umano”. Ha anche affermato, riferendosi al conflitto in corso a Gaza, che ” “è urgente, importante e necessario” fermare la guerra.

Nato nel 1957, il rivoluzionario messicano, divenuto leggendario, raggiunse la sua massima notorietà quando, nel marzo del 2001, entrò trionfalmente a Città di Messico alla testa di una marcia pacifica che aveva attraversato il paese, chiedendo ufficialmente il riconoscimento costituzionale dei diritti degli indios. Il 24 maggio 2014 dichiarò che il suo personaggio smetteva di esistere, con una simbolica morte e immediata rinascita con il nome di Subcomandante Galeano, spiegando: “La mia immagine pubblica è diventata una distrazione”. È autore di diversi libri, molti dei quali tradotti anche in italiano, di politica, racconti e poesie.

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