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Siria, Meloni conferma la telefonata del capo dell’Aise all’intelligence di Assad: “Cercava informazioni, nessun appoggio al regime”

Il generale Caravelli, capo dei servizi segreti esteri, "è disponibile a riferire al Copasir", ha detto la premier
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“Sulle indiscrezioni circa la telefonata del capo dell’Aise all’intelligence siriana, avrei considerato più un’anomalia se il capo della nostra intelligence, in un momento cosi delicato per una nazione così delicata, non avesse cercato di avere informazioni su quello che stava accadendo”. Davanti alla Camera Giorgia Meloni conferma l’autenticità del documento, pubblicato dal giornale Indipendent arabic, in cui il capo dell’intelligence siriana riferisce di aver ricevuto una telefonata dal generale Giovanni Caravelli, direttore dell’Aise (i servizi segreti per l’estero), mentre il regime di Bashar al-Assad stava per cadere sotto l’offensiva dei ribelli jihadisti. “Questo è il ruolo dell’intelligence, rientra nei doveri dell’intelligence cogliere tutti gli elementi possibili da riferire all’autorità di governo per consentire di avere maggiori elementi possibili per prendere le contromisure”, rivendica la premier nel discorso di replica dopo il dibattito in Aula sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Meloni rinnega invece la descrizione del contenuto della telefonata fatta nella relazione dei servizi di Damasco, secondo cui Caravelli avrebbe assicurato il sostegno dell’Italia al governo di Assad e sottolineato l’importanza del sostegno russo. “Un conto è l’esistenza di un canale di interlocuzione e un conto è il contenuto delle conversazioni che viaggiano su questo canale. Io non penso che sarebbe utile soffermarmi su quanto possa essere attendibile il report della telefonata con il direttore di Aise che fa il direttore del servizio siriano uscente”, dice la presidente del Consiglio. “Chiaramente”, aggiunge però, “resta ferma la disponibilità del generale Caravelli a venire a riferire al Copasir“, il Comitato parlamentare di controllo sui servizi, “che è l’organo predisposto per dare questo genere di informazione”.

Per dimostrare la buona fede dell’Aise, la premier ricorda poi che, “in una nota a firma di uno dei leader della rivolta, l’Italia è il solo Stato occidentale espressamente menzionato positivamente, unitamente ad alcuni Paesi del Golfo, per la ripresa dell’attività diplomatica a Damasco. In teoria”, sostiene, questo “dovrebbe confermare che non c’è stato da parte dei nostri servizi di intelligence, né da parte del governo, tramite i servizi di intelligence, nessun appoggio al precedente regime siriano”.

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