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La minaccia di Elon Musk dopo l’accordo tra Apple e OpenAI: “Pronto a vietare i dispositivi della ‘Mela’ nelle mie aziende”

La minaccia di Elon Musk dopo l’accordo tra Apple e OpenAI: “Pronto a vietare i dispositivi della ‘Mela’ nelle mie aziende”
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“Se Apple integra OpenAI a livello di iOS – il suo sistema operativo – allora i dispositivi di Apple saranno vietati nelle mie aziende“. Sono le parole di Elon Musk, pubblicate su X, dopo che Apple ha annunciato una partnership con l’azienda di ChatGPT. “Questa è un’inaccettabile violazione di sicurezza“. Non solo. In un successivo post il ceo di Tesla ha aggiunto che “è assurdo che Apple non sia abbastanza intelligente da creare la sua intelligenza artificiale, ma sia in qualche modo in grado di garantire che OpenAI protegga la vostra sicurezza e privacy. Apple non ha idea di cosa accadrà una volta che i dati sono nelle mani di OpenAI”.

L’accordo fra l’azienda di Cupertino e OpenAI è stato annunciato martedì scorso (nella notte italiana). L’obiettivo è portare ChatGPT sui sistemi operativi della Mela. Un’integrazione che arriverà sulle prossime versioni dei sistemi operativi per Iphone, Ipad e Mac. “Ecco il nostro prossimo grande passo, la Apple Intelligence“, ha detto l’ad di Apple Tim Cook alla Conferenza degli sviluppatori di Cupertino dopo aver lanciato l’AI dell’azienda. “L’intelligenza artificiale deve riflettere i nostri principi: essere potente, intuitiva, integrata ai nostri prodotti e costruita per mantenere la privacy”.

Ma Musk non ci sta. Quello tra il patron di Tesla e OpenAI, azienda che ha contribuito a fondare per poi abbandonare, non è un buon rapporto. Il 29 febbraio scorso, il noto imprenditore e miliardario ha intentato una causa contro OpenAI. Il motivo? Questioni che hanno a che vedere con “il rischio dell’intelligenza artificiale generale“, la cosiddetta Agi. Non solo. Musk contesta alla società guidata da Sam Altman di essere diventata da no profit una società a scopo di lucro. Inoltre, Musk ha anche lanciato una sua intelligenza artificiale, Grok, rendendola open source, cioè aperta a tutti.

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