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La recensione contro gay e disabili è una fake news? Tutti i dubbi sollevati e le risposte date dalla proprietaria del locale al Tg3

La recensione (con la relativa risposta per le rime) ha fatto il giro del web. Il primo a sollevare i dubbi è stato lo chef Biagiarelli, ma, alle domande del cronista Rai la proprietaria del locale ha risposto senza riuscire a chiarire

di F. Q.

Non conferma e non smentisce. Alle domande, precise e dirette, risponde dicendo di non aver conservato lo screen originale e di non sapere perché alcuni dettagli di quel post diventato virale odorino di fake news. Attorno alla storia della recensione impregnata di discriminazione alla quale la proprietaria del locale ha risposto per le rime, che ha indignato i social tanto da arrivare anche alle orecchie della ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha ringraziato i proprietari del locale di Sant’Angelo Lodigiano oggetto della sconcertante recensione, si è sollevato un enorme polverone. Il motivo? Tutto potrebbe essere una gigantesca bufala.

A sollevare i primi dubbi sulla veridicità della recensione e della relativa risposta è stato lo chef Lorenzo Biagiarelli che, tramite i suoi canali social, ha analizzato lo screenshot diventato in poco tempo virale. “Il font della recensione, come quello della risposta, è diverso da quello usato da Google”, ha fatto notare lo chef. E ancora: “Guardate la forma della ‘a’ di proprietario e quella di apprezziamo. Sono diversi pure l’interlinea e la spaziatura – osserva ancora – le scritte di Google (‘risposta del proprietario’, ‘6 recensioni’, gli stessi loghi) sono sgranati mentre il corpo del testo è perfettamente a fuoco”. Infine, nota ancora Biagiarelli, alcune parole sbordano rispetto alla “linea immaginaria tracciata dai tre puntini in alto”. Anche la compagna, Selvaggia Lucarelli, ha ripreso l’analisi dello chef, parlando di “marketing dei buoni sentimenti”.

A cercare di fare chiarezza è poi arrivato anche il Tg3. In un servizio andato in onda la sera di sabato 13 gennaio, il telegiornale è andato direttamente a Sant’Angelo Lodigiano e ha intercettato la proprietaria del locale, la signora Giovanna Pedretti, per chiederle spiegazioni. Nel servizio, alle domande del giornalista, Jari Pilati, però, la donna risponde ambiguamente. Dice di non conoscere l’autore del post, mandato via in una successiva visita, retrodata il post ad aprile scorso ma non mostra “prove”, sottolineando di aver cancellato il post originale (così come lo screen). “Non ho una risposta da darti, non so cosa dirti”, dice al cronista che prova a chiederle delle incongruenze e della possibilità che il presupposto sia falso. “L’unica cosa, io ho allargato la mia risposta perché fosse ben leggibile, non vorrei essere caduta in un tranello”, insiste. Che tranello? Non si sa.

Pedretti non parla di falsità della recensione, e della relativa risposta, ma non chiarisce i dubbi sollevati dal cronista. È poco convincente a tal punto che anche la pagina social I sentinelli di Milano, tra i primi a diffondere la notizia, fa marcia indietro. “A quanto pare siamo fra quellə che ci sono cascatə. Perché nell’Italia del 2024 non è così peregrino pensare che qualcunə lasci una recensione negativa a una pizzeria, dove ha “dovuto” mangiare vicino a persone omosessuali e disabili. A quanto pare invece i titolari hanno infiocchettato un bel racconto per apparire aperti, inclusivi, progressisti e la stragrande maggioranza dei media si è fatta andar bene la storiella senza fare un minimo supplemento di verifiche – scrivono in un post su Facebook – Dopo i primi dubbi avanzati in rete, l’imbarazzante intervista, rilasciata dalla titolare della pizzeria di S. Angelo Lodigiano all’inviato del Tg3 Lombardia, leva ogni dubbio. È una storia esemplificativa su cosa ormai consideriamo possibile, sulla spasmodica ricerca di visibilità, sulla superficialità di chi per mestiere dovrebbe controllare la veridicità delle notizie. È tutto sommato una storia triste”.
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