Moda e Stile

Dal quiet luxury al debutto di Sabato De Sarno da Gucci, il 2023 della Moda. Ora si riparte con Pitti e le sfilate Uomo a Milano

di Ilaria Mauri

Il 2023 è stato un anno di contrasti per l’industria della moda, un viaggio attraverso micro-trend sempre più effimeri che hanno rafforzato l’idea di un’audience stanca dell’hype, quella montatura comunicativa fine a sé stessa. La contraddizione e l’indecisione ormai intrinseche nella nostra società si riflettono nelle uniche due vere tendenze di questi mesi, il quiet luxury, o “lusso discreto”, e il suo opposto, ovvero il massimalismo di Barbie, sull’onda dell’entusiasmo per il film. In questo contesto complesso, cerchiamo di gettare uno sguardo retrospettivo sulle sfilate, i look e le collaborazioni che hanno definito il 2023, delineando macro-tendenze destinate a persistere nel 2024.

Se da una parte si è assistito al trionfo dell’estetica anni ’90 e del lusso “silenzioso”, quello monocromatico, senza loghi in vista, capitanato da brand come Loro Piana e Brunello Cucinelli; dall’altra il film Barbie e la sua protagonista Margot Robbie hanno dato vita al trend #Barbiecore aesthetic su TikTok, fatta di tanto fucsia, fantasie accese e una femminilità esuberante. Tuttavia, negli ultimi mesi dell’anno, il rosa ha ceduto il passo al rosso e al burgundy, due nuance intrise di sofisticatezza viste sulle passerelle autunnali di Milano e Parigi. Poi, sempre dalle fashion week ecco spuntare un altro dualismo, quello tra mocassini e slingback. E ancora, è stato l’anno del ritorno della gonna, in ogni sua versione: mini, midi e lunga. Magari da abbinare a un maglione, cropped o con le spalle scoperte, quest’ultimo un must dei look festivi.

E’ stato un anno di valzer e giravolte tra i direttori creativi dei brand di moda, con diversi addii eccellenti e nuove intriganti nomine (una su tutte quella di Walter Chiapponi da Blumarine dopo l’uscita da Tod’s). Ma soprattutto è stato l’anno del debutto di Sabato De Sarno e della sua nuova Gucci che, secondo la classifica Best Global Brands 2023 di Interbrand, dove guida la scena assieme a Ferrari e Prada tra i brand del lusso. Nonostante infatti una lieve flessione del 2%, la casa di moda si posiziona al 34° posto con un valore di 19,969 miliardi di dollari: De Sarno, il nuovo direttore creativo, ha segnato una svolta rispetto all’estetica massimalista di Alessandro Michele, riconducendo i codici estetici della maison alla semplicità della tradizione. La sfilata Primavera Estate 2024 ha rappresentato un ritorno alle radici, un’ode all’archivio, enfatizzata dal titolo “Ancora“, citazione di uno dei capolavori di Mina.

Prada, al contrario, ha ampliato le sue strategie al di là della moda tradizionale. Lanciando Prada Eternal Gold, collaborando con Adidas Football for Prada e unendosi a Axiom Space per la produzione di tute spaziali lunari, il brand ha confermato il suo impegno nell’innovazione tecnologica e nell’espansione dei suoi confini ben oltre quelli della moda. E non è un caso che l’altro marchio di casa, Miu Miu, si sia distinto come il brand dell’anno, cogliendo l’essenza del tempo con audacia e minimalismo. La sua abilità nel bilanciare presente e futuro è evidente nelle gonne micro-mini, nella vita ultrabassa e nelle ispirazioni neo-preppy. Senza dimentica il trend “no pants”, con cui Miuccia Prada ha unito femminilità e svogliatezza con uno stile trascurato chic.

Da questi contrasti stilistici si deduce tutta l’incertezza del momento: il 2023 si chiude con un fatturato del settore moda pari a 102,795 miliardi di euro, ma se da una parte si tratta della cifra più alta registrata dal 2019 ad oggi, in realtà c’è poco da gioire. I dati di fatturato delle aziende di Confindustria Moda stimano infatti per quest’anno una chiusura all’insegna del consolidamento. Rispetto al 2022 si registra una crescita del +3,2% (niente a che vedere con il +16% dello scorso anno), con un giro di affari che si attesta a 111,7 miliardi di euro, unicamente grazie all’aumento delle vendite a valore, mentre si registra una contrazione dei volumi rispetto all’anno precedente.

Insomma, la riduzione dei volumi e la perdita di marginalità rispetto ai due anni precedenti indicano una fine del rimbalzo post pandemia, gettando un’ombra sul 2024. Intanto, neanche il tempo di finire di mangiare il panettone e fare il trenino di Capodanno, che gli addetti ai lavori si ritroveranno a Firenze per la prima edizione 2024 di Pitti Immagine Uomo, storica piazza internazionale indiscussa della moda maschile. L’appuntamento è dal 9 al 12 gennaio: 835 i marchi che esporranno in questi quattro giorni che si annunciano ricchi di novità tra eventi ed anteprime. Occhi puntati sulle sfilate guest designer Luca Magliano e Steven Stokey-Daley: noi di FqMagazine ci saremo e ve le racconteremo qui.

Quindi, dal 12 al 16 gennaio il carrozzone degli addetti ai lavori si sposta a Milano. Quest’anno il calendario della Settimana della Moda Uomo si apre con il botto, è proprio il caso di dirlo. Venerdì 12 gennaio a dare il via alle danze sarà niente meno che la sfilata di Gucci con la prima collezione Uomo di Sabato De Sarno. In programma ci sono poi 22 sfilate fisiche, 5 show digitali, 39 presentazioni e 8 eventi, per un totale di 74 appuntamenti che al centro avranno la celebrazione del Made in Italy e della sostenibilità, ma non solo. Tra i debutti più attesi figura Stone Island, il celebre brand fondato da Massimo Osti nel 1982, che farà il suo primo ingresso sulla passerella il 12 gennaio con una “sfilata evento di grande impatto”, come dichiarato da Mario Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. Il calendario delle sfilate si arricchisce di nuovi nomi, tra cui Pronunce, Domenico Orefice, Institution By Galib Gassanoff, La Torre, Mordecai, Noskra, Rubeus Milano, Stuart Weitzman, ViaPiave 33 e Woolrich Black Label By Todd Snyder; che affiancheranno i “big” come Fendi e JW Anderson, ma anche Disquared2, MSGM, Prada, Armani e Zegna.

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