Potenza, 12 settembre 1993: è domenica mattina ed Elisa Claps viene inghiottita dal nulla nel momento in cui, sotto lo sguardo di una sua amica, mette piede in chiesa, nel cuore della città. Ci resterà per 17 anni, sepolta nel sottotetto della SS. Trinità da cui il suo corpo uscirà nel marzo del 2010. Per il suo omicidio c’è un colpevole ed è Danilo Restivo ma quello di Elisa Claps rientra tra i casi irrisolti perché schiacciato da ombre e dubbi su responsabilità mai chiarite in questi 30 anni. Pablo Trincia è andato in fondo a questa vicenda con una serie podcast che ore diventa una docuserie in quattro episodi. “Dove nessuno guarda – il caso Elisa Claps” verrà trasmessa il 13 e 14 novembre in esclusiva su Sky Tg24 e Sky Crime e in streaming solo su Now. È diretta da Riccardo Spagnoli che ne ha firmato insieme a Trincia la scrittura.

L’ultimo video inedito della vittima in vita, colpi di scena, depistaggi, segreti ed errori commessi durante le indagini, atti giudiziari mai divulgati, video del killer mai diffusi integralmente e testimonianze inedite saranno divulgati per tornare su un caso che si sarebbe potuto risolvere in pochi giorni ma che è diventato invece un mistero tra i più vergognosi del nostro Paese, durato 17 anni in cui Danilo Restivo ha ucciso ancora. Si parte proprio da lì: dalla scena del ritrovamento, nel 2002, del corpo mutilato di Heather Barnett, una sarta di Bournemouth, nel sud dell’Inghilterra. Sono stati i due figli minorenni a scoprirne il cadavere nel bagno di casa e a correre fuori in cerca di aiuto. A dargli conforto per primi sono i loro vicini. Lui si fa chiamare Denny, è Danilo Restivo. Non è ancora noto alla polizia inglese, ma quella italiana lo conosce bene perché è sospettato della scomparsa di Elisa Claps. Si torna allora a Potenza, nel 1995, quando Restivo è sotto processo in Italia per aver dato falsa testimonianza al Pubblico Ministero subito dopo la scomparsa della ragazza. La famiglia di Elisa, soprattutto il fratello Gildo e la madre Filomena Claps, insistono fin da subito con Polizia e Procura sul fatto che Restivo sia l’uomo su cui indagare ma non vengono presi in considerazione.

Al centro dell’inchiesta di Pablo Trincia c’è la ricostruzione della verità di chi questa storia l’ha vissuta sulla propria pelle, e che riporta informazioni dirette sui fatti, materiale video mai diffuso e documenti processuali. La docuserie, prodotta da Sky Italia e Sky TG24 e realizzata da Chora Media, è un lavoro di ricostruzione dei fatti, pensato sin dall’origine come un continuum fra la forma di racconto del podcast e quella del documentario. La versione audio, disponibile sin dalla fine di agosto, ha raggiunto e mantenuto nel primo mese di lancio la vetta della classifica Top Podcast di Spotify, riportando al centro del dibattito pubblico uno dei casi di cronaca più oscuri del nostro Paese.

“È stato un viaggio incredibile in due città, Potenza e Bournemouth – spiega Trincia – in una saga che sembra non finire mai, piena di dettagli, di colpi di scena, di sviste inaccettabili. È anche stato un viaggio nel dolore di una famiglia perbene, la famiglia Claps, che dopo 30 anni è ancora alle prese con questa storia e con la riapertura della chiesa dove la loro figlia e sorella è stata uccisa e nascosta. Ci ho lavorato con Riccardo Spagnoli che ne ha curato anche la regia e con Lorenzo Degiorgi, direttore della fotografia”. Il regista Riccardo Spagnoli aggiunge: “Oltre alle interviste, la docuserie presenta anche una parte di inchiesta “sul campo” per la quale ho scelto volutamente un approccio registico differente, usando telecamere a mano libera, nel tentativo di trasmettere agli spettatori il sapore del “reale”. Per tirare fuori tuto questo Trincia si cala nella psiche dell’omicida partendo dalle sue vicende giudiziarie inglesi. Questo lavoro restituisce al pubblico il ritratto non solo di una vittima ma anche di una sedicenne amorevole, Elisa Claps che ha sorretto la sua famiglia, dotata di un profondo sentimento di giustizia, nella dolorosa e difficile ricerca della verità.

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