Il caso dei video girati durante una manifestazione pro migranti nel 2018 e in cui è ripresa la giudice Iolanda Apostolicoche non ha convalidato i trattenimenti di alcuni stranieri – ancora non è stato ancora chiarito. Nonostante il ministro dell’Interno avesse detto che ormai era tutto chiaro. Il carabiniere, indicato qualche giorno fa, come l’autore delle riprese, in cui vede la magistrata partecipare alla manifestazione di protesta al porto di Catania contro le politiche migratorie del governo, ha negato alla Procura di essere stato lui. Il militare, sentito come persona informata sui fatti per oltre 90 minuti dal procuratore facente funzioni, Agata Santonocito, avrebbe detto di non avere girato lui il video. Di conseguenza anche di non avere confessato e quindi ritrattato alcunché. Il carabiniere, sentito come testimone, era da solo e con non il suo legale, l’avvocato Christian Petrina che già ieri aveva ribadito che il suo assistito era estraneo alla vicenda del video, diffuso dal ministro Matteo Salvini.

Secondo la tesi del carabiniere, che non è indagato, esposta più volte al suo legale, l’avvocato Petrina che lo assiste sull’eventuale fronte disciplinare, prima della deposizione in Procura, il suo coinvolgimento sarebbe scaturito dopo un incontro conviviale con altri colleghi. Quest’ultimi conoscendo la sua amicizia personale e professionale con il luogotenente dell’Arma in congedo Anastasio Carrà, il sindaco di Motta Sant’Anastasia e deputato nazionale della Lega che ha riconosciuto per primo il giudice Apostolico nel video pubblicato dal ministro Salvini, lo avrebbero preso amichevolmente in giro. E lo avrebbero più volte e pressantemente invitato ad ammettere che il video era suo. Il carabiniere di fronte alle insistenze dei colleghi avrebbe detto qualcosa come “va bene, come dite voi…”, ma, ha spiegato, per chiudere il discorso non per ammettere qualcosa che non aveva fatto. La sua affermazione sarebbe stata interpretata come una conferma da un collega che ha presentato una relazione ai superiori che ha fatto scattare gli ulteriori accertamenti.

“Il mio assistito non ha confessato nulla e di conseguenza non può aver ritrattato” aveva detto ieri il legale l’avvocato. Anche il sindacato dell’Arma Sim aveva smentito che il militare avesse confessato le riprese. “Peraltro – aveva spiega Petrina, esperto di diritto militare – in questi casi ci sono delle procedure da seguire previste dalla normativa militare”. Una ammissione, soprattutto alla luce delle polemiche scatenate dal filmato, sarebbe dovuta passare per una relazione di servizio che, invece, non esisterebbe. Sul caso si era pronunciato durante il question time anche il sottosegretario all’Interno Molteni che aveva parlato di ritrattazione del militare. “Se non c’è una confessione non può esserci una ritrattazione“, ribadisce Petrina.

E allora chi ha filmato la Apostolico? L’interrogativo è stato posto ieri al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha risposto al question time al Senato. “Il video non proviene da documentazione della questura di Catania. – ha spiegato ribadendo una nota di giorni fa della stessa questura – In nessuno degli atti redatti all’epoca è menzionata la dottoressa Apostolico. I fatti attinenti alla diffusione di video sono ora all’attenzione della procura”.

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I giudici di Potenza e Catania non convalidano altri trattenimenti di alcuni migranti

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