C’è tempo fino al 15 ottobre per “Pablo Picasso & l’Antiquité”. Un tempo limitato perché il palazzo principesco oltre quella data “chiude”, nel senso che non è più visitabile fino alla prossima primavera: e questo rende ancora più esclusiva la retrospettiva. Una mostra bomboniera dentro i lussuosi “Grandi appartamenti” della dinastia Grimaldi, la cui visita è compresa nel biglietto. Un’occasione per celebrare il 50° anniversario della morte del genio spagnolo attraverso un insolito racconto dell’artista. Non è quello del malinconico periodo blu, né quello del periodo rosa, con i temi legati al circo e neanche quello del cubismo. È un Picasso che ha visto Pompei ed Ercolano – le loro rovine – e ne è rimasto tanto affascinato quanto scosso da quella nuova forma in cui gli è apparsa la realtà. L’artista si trovava in Italia perché chiamato a realizzare scenografie e costumi per lo spettacolo “Parade” per la compagnia “Balletti Russi”. Ed è così che la pittura di Picasso si carica di un’impronta neoclassica, ben evidente nell’acquarello “La Coiffure” o nel “Portrait d’Olga au col de fourrure” e, ancora, in “Baigneur et baigneuses” dove le pose statuarie e ordinate sono così diverse dai nudi che ci aveva abituato, ad esempio, in “Les demoiselles d’Avignon”. Conosciamo Picasso per i suoi disegni stilizzati ma in mostra si può vedere il suo tratto magistralmente realistico negli studi sull’anatomia fatti con carboncino o matita.

I reperti dissotterrati e frammentati, visti negli scavi campani, sono per Picasso il racconto di un classicismo differente da quello insegnato in accademia: non osserva un’eterna regolarità bensì una realtà travolta dagli eventi. Picasso indaga il senso di cancellazione ma senza dimenticare la possibilità di rinnovamento. Un classicismo non tanto per riscoprirlo ma per reinventarlo. Le opere provengono dalla Fundacíon Almine y Bernard Ruiz-Picasso (Faba) eccetto una che è in prestito dalla Collezione Nahmad. In mostra, c’è anche una piccola rassegna fotografica dell’artista negli scavi ed è interessante poter fare un confronto tra le figure mitologiche dipinte da Picasso e i satiri, centauri e ninfe che si ritrovano negli affreschi rinascimentali del palazzo, da poco scoperti.

Crediti foto in alto – Succession Picasso 2023

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