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Vita da single? Attenzione al portafogli e al conto in banca: “Essere in coppia fa risparmiare 571 euro al mese” – LO STUDIO

La conclusione? Essere sposati o convivere porta con sé un notevole tornaconto sul piano economico

di Simona Griggio

Le porzioni di carne e pesce destinate ai single si riconoscono subito nei supermercati. Piccole, funzionali, invitanti. Del resto, chi vive solo e cucina per sé non ha bisogno di riempire la dispensa di prodotti acquistati in promozione o di acquistare grandi quantità di cibo. Rischiano di scadere prima dell’utilizzo. Vita da single? Attenzione al portafogli e al conto in banca. Perché, dal punto di vista dell’economia domestica, è una condizione che fa spendere molto di più. Quanto? Il 47 per cento di aggravio mensile rispetto a chi convive. E’ ovviamente una media fra situazioni molto variate, ma è indicativa di una tendenza. La cifra esatta di risparmio se si convive? E’ quasi quanto un affitto: 571 euro al mese. La stima deriva dalle elaborazioni di MoneyFarm, una società di consulenza finanziaria indipendente, presentate da Repubblica. La conclusione? Essere sposati o convivere porta con sé un notevole tornaconto sul piano economico.

Andiamo ai parametri scelti per questa simulazione. Sono i più consueti. Si parte dalle spese base: quelle di casa e trasporti. Poi si passa al carrello della spesa e al frigorifero da riempire per arrivare agli esborsi relativi all’auto, sempre molto consistenti. Ma i single spendono soltanto oppure ogni tanto vivono anche lo svago? Un aperitivo, una cena, una serata in un locale, un week end al mare, in montagna, in una città d’arte. E’ durissima. Il destino finanziario dei single sembra scivolare sempre di più verso la difficoltà di far quadrare i conti. Oggi in Italia quelli che non stanno in coppia sono 8,4 milioni. Un dato in crescita negli ultimi dieci anni. Nel 2013 erano un milione in meno, oggi sono arrivati a rappresentare il 14 per cento della popolazione. Ma per loro il conto della vita quotidiana è più salato.

Scendiamo nei dettagli. Nella vita di coppia ci sono sia economie di scala sia spese divise a metà. Se la spesa media mensile per chi vive da solo è di 1.796 euro, la coppia affronta invece, in media, un esborso di 2.451. Un impegno quindi superiore che tuttavia, essendo riferito a due persone, va diviso in due. Questa semplice divisione dà come risultato 1.225 euro al mese, con un risparmio, quindi, di 571 euro a testa.

Ma qual è la mappa nazionale dei single? Sono concentrati soprattutto nel Nordovest del Paese e al Centro. Ce ne sono meno al Sud. Uno su due, o poco più, è un under 65. Nel 40 per cento dei casi si tratta di single propriamente detti. Il 37 per cento dei casi è rappresentato dai vedovi e il 23 da separati o divorziati: single di ritorno.
Ma i numeri diventano ancora più impressionanti se si parametrano al corso dell’esistenza. Prendiamo il caso di una persona di 50 anni. Se avesse iniziato a vivere in coppia all’età di 25 avrebbe risparmiato 170 mila euro; a 35 anni la cifra è di 103 mila euro.

Tutti soldi che si sarebbero potuti investire, aumentando ancora il gruzzolo. E qui aiutano le stime del portale Smileconomy. Con le cifre appena descritte, il cinquantenne che convive da 25 anni avrebbe potuto raggranellare un capitale tra 202 euro (mercato obbligazionario europeo a basso rischio) o 264 mila con l’azionariato mondiale ad alto rischio. Però, che tristezza dover convivere per dividere le spese.

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