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La Federal Trade Commission apre indagine su OpenAI: “ChatGpt mette a rischio i dati personali e la reputazione degli individui”

La Federal Trade Commission apre indagine su OpenAI: “ChatGpt mette a rischio i dati personali e la reputazione degli individui”
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La Federal Trade Commission (Ftc) degli Stati Uniti, agenzia che si occupa della tutela dei consumatori statunitensi e di protezione dalle pratiche anticoncorrenziali, ha deciso di avviare un’indagine nei confronti di OpenAI, la società che ha sviluppato il chatbot ChatGpt. L’obiettivo dell’indagine è quello di verificare se la società di intelligenza artificiale guidata da Sam Altman abbia violato le leggi in materia di protezione dei dati dei consumatori e se abbia pubblicato falsi contenuti e informazioni attraverso il suo chatbot. Alla base dei timori della Ftc c’è l’idea secondo cui il chatbot sia rischioso poiché “metterebbe a rischio i dati personali e la reputazione dei singoli individui”.

L’agenzia ha inviato a OpenAI un documento di 20 pagine, riportato dal Washington Post online, con una serie di domande che richiedono informazioni dettagliate sul funzionamento della sua tecnologia AI, dai prodotti fino alle garanzie sulla privacy e disposizioni sulla sicurezza dei dati. Una delle domande rivolte all’azienda chiede ad esempio di descrivere “in dettaglio in che modo avete adottato misure per affrontare o mitigare i rischi che i vostri prodotti con modelli linguistici di grandi dimensioni potrebbero generare dichiarazioni false, fuorvianti o denigratorie su individui reali”.

Nel marzo scorso, ChatGpt aveva riscontrato problemi simili anche in Italia: l’autorità Garante per la Protezione dei dati personali era intervenuta chiedendo di uniformarsi alle sue richieste e contestando, in seguito ad alcuni riscontri avuti nel suo utilizzo, la “mancanza di una informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI, ma soprattutto l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di addestrare gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma”.

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