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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 18:52 del 21 Marzo 2023

A Roma il corteo degli ‘esodati’ del Superbonus: “Traditi da Meloni, ditte falliscono”. In piazza anche Conte: “Governo mente, sblocchi i crediti”

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“Ci sentiamo traditi dallo Stato e dal governo. Dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni soltanto promesse in campagna elettorale, poi sono emersi i problemi…”. E ancora: “Siamo in bancarotta, tante ditte stanno fallendo”. Sono gli appelli lanciati da alcune centinaia di lavoratori, titolari di imprese edili e committenti che hanno manifestato per le vie del centro della Capitale, protestando contro il blocco sul Superbonus deciso dal governo. In testa al corteo ha partecipato insieme agli operai il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte con una delegazione di parlamentari.

“Il M5S non volge le spalle a tutti i cittadini, gli operatori economici e i professionisti che hanno contribuito a far crescere l’Italia portandola quasi all’11% di Pil nel biennio 2021-2022. Questo governo non può permettersi di volgere le spalle a queste persone, non c’è nessun buco di bilancio, ci sono solo vantaggi anche per questo governo perché adesso che è stato ripartito il deficit degli anni precedenti si è creato uno spazio fiscale di 15 miliardi l’anno nei prossimi anni, mentre questo esecutivo non ha avuto nessun coraggio per impostare una manovra economica espansiva”, ha rivendicato. E ancora: “Non permetteremo a questo governo di continuare a dire menzogne. Dobbiamo lavorare per sbloccare i crediti e rendere strutturale e sostenibile nel tempo questa misura”. Un nodo, quello relativo alla cessione dei crediti collegati ai lavori 2022 al quale la maggioranza sta cercando di trovare una soluzione attraverso un emendamento in commissione Finanze della Camera.

Nel corso del corteo non sono mancati slogan e cori contro l’esecutivo e il ministro dell’Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti. Partito anche qualche insulto nei confronti della presidente del Consiglio. Tutti sono stati frenati da Conte, che ha minacciato pure di lasciare il corteo se si fossero ripetuti. “Sono qui per risolvere con voi un problema, ma non siamo qui per insultare il governo e insultare sul piano personale presidente e ministro”, ha avvertito, prendendo il megafono in mano.

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