di Enza Plotino

Sì è vero. L’argomento è assolutamente trascurabile rispetto alle miriadi di problematiche che ci stanno sommergendo in questi ultimi tempi, a partire dalle prime mosse indegne del primo governo di destra arrivato a Palazzo Chigi dopo l’ultima guerra (che non è quella in Ucraina). Ma per noi orfani della sinistra in Italia, diventa un passaggio epocale per zittire i fautori del centro e i portatori sani di un neoliberismo europeista targato Pd e provare a sconvolgere il verso di una narrazione (così si chiama oggi) che ha relegato i valori, i principi e le istanze delle politiche di sinistra a comparse mute nel grande panorama conservator-democristiano-destroide, che si è affermato grazie al minimo storico di elettori comparsi alle urne.

Anche grazie al bassissimo livello culturale e politico dilagante e alla paura di finire stritolati nel calderone trash, dell’oscena satira di miriadi di spettacolini televisivi, radiofonici e web, tutta un’area di uomini e donne ragionanti e critici dell’intero sistema si è come tirata indietro, nascosta, quasi vergognosa di pronunciare certe parole d’ordine: pacifismo, diritti, welfare, pari opportunità ecc. Un tetto di cristallo ha inglobato tutta un’area critica e reso superflue e “anacronistiche”, le battaglie di dignità e diritti care alla sinistra italiana.

Complice anche il mancato passo indietro di politici (di tutta la galassia di partiti e partitini della sinistra, dell’ambientalismo ecc.) che, non paghi di aver mantenuto queste aree sempre ai margini della politica nazionale, continuano a riproporsi ad ogni elezione senza vergogna e soprattutto senza idee, non si riesce a prospettare niente di nuovo e si vive ai margini facendo solo battaglie di testimonianza.

Per tutto questo, oggi voglio chiedere ai compagni e alle compagne che vivono arrabbiati e isolati, di uscire di casa (e di testa) e provare a stravolgere il verso dell’unico partito che oggi potrebbe farlo: il Pd di Elly Schlein, una donna coraggiosa, con delle idee forti e un bagaglio personale di esperienze libere e indipendenti. Un partito che dichiara, per bocca di uno dei candidati papabili alla segreteria che “Meloni ha dei meriti” non è quello che può contrastare e imporre un’agenda politica profondamente modificata, antifascista, a favore delle minoranze in sofferenza e dei diritti di tutti.

Salviamo il Pd dunque. Salviamolo da se stesso, cambiandone profondamente il percorso, il progetto e gli uomini e le donne che ne dovranno far parte. Il 26 febbraio andiamo ai gazebo e indichiamo lei, Elly Schlein nella segreteria del Pd.

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