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La Zanzara, lite Rienzi (Codacons)-Cruciani. “Oltre a Blanco abbiamo denunciato il regime iraniano”. “Ma è surreale, scioglietevi”

di F. Q.

Scintille a La Zanzara (Radio24) tra Giuseppe Cruciani e il presidente del Codacons Carlo Rienzi, interpellato per l’esposto della sua associazione contro il cantante Blanco, che nella prima serata del Festival di Sanremo ha dato in escandescenze per un problema tecnico durante la sua esibizione e ha distrutto la scenografia di rose sul palcoscenico.
Blanco è attuamente indagato dalla Procura di Imperia che ha aperto un fascicolo dopo l’esposto del Codacons alla stessa Procura ligure e alla Corte dei Conti.
Rienzi, nella trasmissione radiofonica, auspica anche un’indagine sulla Rai per accertare eventuali complicità con il cantante: “Adesso devono indagare anche la Rai, perché noi abbiamo le prove, e cioè le dichiarazioni di quello che stava dietro le quinte e che stava con le scope pronte a spazzare tutta quella zozzeria, prima che si esibisse ‘quello’. Quindi, evidentemente era una cosa preparata“.

Cruciani fa notare che, nel caso in cui fosse una messinscena, il reato commesso da Blanco non sussisterebbe, ma Rienzi non demorde: “Il reato sta nel danneggiamento dei beni. Speriamo che lo assolvino, che vi devo dire. Siamo tutti contenti se succede. Il nostro esposto non ci sembra comunque una perdita di tempo per la magistratura, è nel nostro fine statutario. Se hanno avviato un’indagine – continua – evidentemente c’erano gli estremi di un reato da perseguire. Noi abbiamo ricevuto centinaia di proteste di cittadini, che temevano che i loro giovani figli e nipoti sarebbero stati influenzati negativamente da questi comportamenti bullistici e sballati. Dovete sapere che i giovani adolescenti seguono molto quello che fanno gli influencer in televisione. E Blanco in quell’occasione è stato un modello molto cattivo”.
Cruciani ribatte che l’azione del Codacons è inutile e manifesta sorpresa per la decisione della Procura di Imperia: “È una follia che un magistrato perda tempo con queste minchiate”.

E a sorpresa il presidente del Codacons si dichiara concorde: “Purtroppo è vero che i magistrati perdono tempo. Noi abbiamo denunciato alla magistratura quello che è successo in Iran, cioè le cose contro le donne e tutto quanto, perché si tratta di reati perseguibili anche in Italia. Il magistrato ci ha risposto: ‘Ma quello è avvenuto laggiù'”. Si è dimenticato una norma del codice per cui quei reati terribili sono crimini contro l’umanità sono perseguibili in qualsiasi paese”.
“È surreale – commenta Cruciani – Il Codacons denuncia l’Iran”.
“Dillo forte perché ne vado orgoglioso”, replica Rienzi.
“Non puoi denunciare tutto il mondo, Rienzi”, ribatte David Parenzo.
E gli fa eco Cruciani: “Ma non devi andarne fiero. È una puttanata mai vista, la cosa più ridicola del mondo. Scioglietevi una volta per tutte“.

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