Pierpaolo Piccioli è lo stilista dell’anno. Il direttore creativo di Maison Valentino è stato premiato con l‘”Oscar della Moda” del prestigioso British Fashion Council, che l’ha nominato “Designer of the Year”. L’importante riconoscimento è arrivato nella serata lunedì 5 dicembre, durante la cerimonia di consegna dei Fashion Awards tenutasi a Londra: a consegnare il premio a Piccioli è stata l’attrice Florence Pugh, elegantissima con un abito nell’iconico colore rosso creato proprio da Pierpaolo. Per lui si tratta della seconda statuetta dopo quella del 2018: è il perfetto coronamento di un anno di grande lavoro e altrettanto successo, come quello riscosso dal suo Pink PP, il rosa diventato non solo un nuovo Pantone registrato ma anche il colore che sta tingendo tutto il mondo in questo inverno, vero trait d’union tra Paesi e culture.

“Per me la moda ha una responsabilità, sento di avere una voce e voglio usare la mia voce anche per chi non ha voce“, ha detto lo stilista ritirando il British Fashion Award. E poi, sul suo profilo Instagram, ha pubblicato un accorato post accompagnato da una foto “dietro le quinte” dei festeggiamenti: a condividere con lui l’importante traguardo, c’era infatti come sempre la sua famiglia – la moglie Simona e i figli Benedetta, Pietro e Stella – ma anche alcuni dei suoi più stretti collaboratori. “Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo – ha esordito Piccioli -. Questa vittoria appartiene a me tanto quanto appartiene a ogni singola persona che lavora nella Maison Valentino, non solo perché tutti mi hanno supportato in ogni modo possibile, ma perché la loro passione e dedizione mi ispirano più di quanto possano mai immaginare. Questa vittoria per me ci ricorda che nell’era del realismo vogliamo affrontare la realtà, anche quando è dura, e vogliamo guidare cambiamenti positivi attraverso il potere della bellezza. Con la moda e la moda profonda creiamo un mondo in cui la bellezza può essere lo specchio di tutte le bellezze, in cui abbiamo il privilegio e l’opportunità di plasmare un ambiente accogliente per la creatività perché la moda è cultura basata sulla creatività. La moda è un linguaggio, potente, e da tale potere deriva anche una grande responsabilità perché ciò che facciamo con il nostro lavoro è un riflesso dei nostri valori e un manifesto della nostra volontà. La moda può anche essere un atto di ribellione radicale, consapevole e politico, e questo mi piace”, ha scritto il direttore creativo sintetizzando lo spirito che lo guida quotidianamente nel suo lavoro. Per poi concludere con questa citazione: “Non vogliamo essere subito già così senza sogni”.

Oltre a Piccioli, in nomination come “Designer of the Year” c’erano Miuccia Prada, Demna Gvasalia (che si è ritirato alla vigilia dopo lo scandalo dell’ultima campagna pubblicitaria di Balenciaga), Jonathan Anderson, Matthieu Blazy, e Raf Simons. L’Italia ha visto trionfare poi anche Alessandro Michele che, a pochi giorni dall’addio alla direzione creativa di Gucci, è stato insignito della menzione speciale come Creativity Leaders of Change insieme a Raf Simons (Prada), Daniel Roseberry, Harris Reed e Ib Kamara. Modella dell’anno è stata invece nominata la super modella Bella Hadid, mentre a Burberry è andato il Fashion Award for Metaverse Design.

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