Non sarà il primo dei suoi pensieri ma sotto sotto ci tiene al look e gli strateghi della comunicazione sono già al lavoro. Via il rosso alla sevigliana e il verde mela, adesso solo colori pastello rassicuranti. Giorgia Meloni, che per diventare segretario di un partito se n’è fondato uno da sola e, dopo la licenza classica, la sua “laurea” è stata la militanza, sempre protagonista in quota rosa delle coalizioni del centro destra, al tailleurino grigio si era già ultimamente convertita. Anche se certe sbavature rimangono, il jeans a sigaretta troppo stretto indossato su scarpa décolleté nera, la camicia che fa troppe pieghe, la giacca troppo bianca con sotto un girocollo azzurro squillante mentre si asciugava una lacrima da Verissimo. Non sa che il bianco è il colore più difficile da abbinare.

Per il discorso della vittoria ha scelto un blazer color panna indossato su t-shirt in nuance. Se prima era due colpi di spazzola e via, adesso si è affidata ad Antonio Pruno, hair stilist (guai a chiamarlo parrucchiere) con salone a due passi dal Parlamento, durante il silenzio elettorale, sicura della sua vittoria, le ha dato un colpo di forbice. Un nuovo taglio portafortuna, così come fa sempre alla vigilia di momenti importanti. E questa volta il nuovo look ha coinciso col trionfo del suo partito, primo in tutta Italia. Meloni, nell’attesa della chiamata al Quirinale non rilascia dichiarazioni ma parla lui, il Pruno: “Cambia look ogni volta che deve fare una scelta o affrontare un cambiamento nel suo lavoro”, e per la Meloni ha scelto un bob lungo, leggermente più corto davanti, così come un biondo più deciso. E pensare che quando ha iniziato la carriera era nera di capelli, suo colore naturale. Poi si è piaciuta blonde.

I consulenti di immagine le hanno detto che adesso non deve più urlare da farsi pulsare le vene sul collo e diventare paonazza. La parola “stile” è entrata nel suo vocabolario. Sarà più contenuta nei toni e nel vestire intanto si è avvicinata a un look new romantic anche per il make up: un filo di rossetto rosso e un eye liner nero per risaltare l’occhio blu: “Ci provo a essere più posata e pacata – promette -. Ma sono della Garbatella e l’anima ogni tanto esce…”. Meloni che difese la scelta della ministra Teresa Bellanova, alla cerimonia di investitura indossava un deforme abito blu elettrico: “ Che si vesta come vuole. Bisogna giudicarla per quello che fa non certo per l’abito. Vedo uomini vestiti malissimo e nessuno fiata”, disse allora.

Intanto in Parlamento Meloni incominciava a sfoggiare una capiente borsa secchiello griffata Louis Vuitton. Anche se lei il look endemicamente lo collega alla sinistra e neanche troppo radical chic. Visto che quando un sindaco della costiera romagnola è stato criticato perché entrava al ristorante in bermuda, si è difeso: “Ma sono griffati e li ho pagati ben 350 euro”. E lei ha arricciato il naso. La domanda rimane nell’aria: Giorgia continuerà a mettere ciò che le piace senza filtri o strizzerà l’occhio alla griffe?

I nuovi Re di Roma

di Il Fatto Quotidiano 6.50€ Acquista
Articolo Precedente

Forever Valentino, a Doha la mostra teatrale dedicata a Valentino Garavani: un viaggio nell’alta moda con la Città Eterna sullo sfondo

next
Articolo Successivo

Valentino Unboxing, dopo “l’invasione rosa shocking” poteva Pierpaolo Piccioli superare se stesso? Sì: il racconto della sfilata parigina

next