Fine della storia. L’amore travolgente fra Sofia Karkadym e Tony Garnett, è già finito. Lei profuga ucraina, lui inglese che ha lasciato la famiglia per lei. Dopo la scintilla del colpo di fulmine è scoppiata quella dell’odio. Con intervento della polizia per i violenti litigi, sceneggiate e coltelli. Il trentenne inglese che nel maggio scorso ha lasciato la sua famiglia all’improvviso per rifarsi una vita con la profuga ucraina appena conosciuta e ospitata in casa, ora piange miseria. È rovinato. E solo. Sofia, scappata da Leopoli a 22 anni durante la guerra di occupazione russa, era stata accolta da Tony e da Lorna nella loro abitazione, a Bradford, in Inghilterra. Una coppia serena, con dieci anni di rapporto alle spalle e due figli.

Ma giorno dopo giorno, fra una chiacchierata e un tè, nasce fra Tony e Sofia un sentimento incontenibile. Talmente sconvolgente da far prendere a entrambi la decisione di andare a vivere insieme. Subito. E quindi? Fin qui sembra una storia ordinaria. Ma è diventata invece una saga (a puntate) sui tabloid britannici. Alimentata dai social con le loro foto di piccioncini abbracciati, dalle accuse della ex compagna, dalle repliche della nuova coppia. Il tutto a ritmo di pagine stampate, tv, web. Lorna si sfogava. Era piena di rabbia perché il suo gesto di umanità (era stata proprio lei a organizzare con le associazioni l’accoglienza di Sofia) si era trasformato in un disastro per la sua coppia. Raccontava senza riserve anche di quando Tony si intratteneva di notte al piano di sotto con profuga appena arrivata. Dal canto suo Sofia ribatteva: “Non sono una rovinafamiglie”. E Tony? “Siamo innamoratissimi – diceva – voglio passare tutta la mia vita con Sofia. È lei la mia anima gemella. La mia relazione con Lorna era già al capolinea”.

E poi? Certi di un futuro pieno di amore e passione, Tony e Sofia si traferiscono in una casetta per conto loro. È l’inizio di maggio. Si postano sui social così: lui la stringe con piglio forte e protettivo, lei sorride avvolta dalla sue braccia tatuate. Ma dopo soli due mesi il loro rapporto si scontra con i problemi economici: “Non abbiamo soldi. Fatichiamo a sopravvivere”, racconta Garnett. Perché? La celebrità mediatica ha influito negativamente sull’andamento del suo lavoro. Tony rimane disoccupato. Non solo: deve anche fuggire ai paparazzi che lo inseguono. “Avevo un’attività di grande successo nel settore della sicurezza – si sfoga – e ho dedicato tutto me stesso al lavoro, che mi impegnava più di 80 ore a settimana”. Insiste sul motivo per cui ha perso il lavoro: “Avevo contratti con società importanti, tra cui il servizio sanitario nazionale. Quando i giornalisti e i paparazzi hanno cominciato a inseguirmi molte aziende hanno disdetto l’accordo, sostenendo che ora sono un personaggio pubblico e ciò è considerato un problema quando si tratta di incarichi in luoghi sensibili”.

Ma Sofia, molto attiva sui social anche prima dell’aggressione russa dell’Ucraina, nonostante i problemi di visibilità non rinuncia certo ad esporsi. E la loro love story continua a balzare di tv in tv, di tabloid in tabloid e sul web. Anche lei però non naviga nell’oro: “I miei genitori ora si vergognano di me, non mi aiuteranno più”, aveva raccontato sconfortata all’inizio della storia con Tony, riferendosi all’imbarazzo generato in patria dalla vicenda. La neo coppia, così, si è mantenuta grazie alle interviste a pagamento. Ogni mese una puntata: prima Sofia scopre di avere una malattia che la porterà alla cecità, poi non hanno di che campare, infine lui che scrive una canzone (d’amore) alla ex, Lorna. Dulcis in fundo, accolgono un’altra giovane profuga di guerra nella nuova casa. Ma gli introiti provenienti dalle interviste a un certo punto non bastano più. “Ho dato fondo alle mie carte di credito e ora mi aiuta la mia famiglia”, racconta Tony. L’epilogo. Si sono lasciati. Anzi no. È stato lui a scaricarla. Per allontanarla ha dovuto chiamare la polizia. Lo riporta il Mail online: “Lei non sa gestire il suo rapporto con l’alcol e si è pure lasciata ad andare a gesti vandalici sferrando coltellate a un muro”. Tutto è bene quel che finisce. Viene da dire in questo caso. Ora Sofia ha oltre settemila seguaci sui social e lui cinquemila. Ma non possiamo chiamarli influencer. Almeno non da guadagnarci.

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