Giuliana De Sio ha fatto innamorare Carlo Calenda. No, non è una nuova coppia del gossip estivo e neppure una fake news da clima preelettorale, ma un aneddoto che l’attrice ha raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha aperto il cassetto dei ricordi della sua vita privata e lavorativa. E tra i passaggi più gustosi, c’è quello sull’incontro con il leader di Azione, avvenuto nel 1984 sul set di Cuore, la miniserie di Rai1 diretta da Luigi Comencini, il nonno di Calenda.

GIULIANA DE SIO HA FATTO INNAMORARE CALENDA – Ma cosa accadde durante la lavorazione dell’iconico sceneggiato che ha segnato un’epoca televisiva? A raccontarlo è la stessa Giuliana De Sio, che impersonava la leggendaria Maestrina dalla penna rossa mentre Carlo Calenda incarnava il suo scolaro prediletto. “In una scena gli detti due bacetti sulle guance, che non si aspettava: divenne tutto rosso, tremava tutto, si era innamorato di me!… Non mi accorsi del suo turbamento, lo scoprii molti anni dopo, quando proprio lui raccontò l’episodio in un’intervista televisiva”, aggiunge la De Sio. E la versione coincide totalmente con quella raccontata dal politico: “Ho un ricordo fantastico di quell’esperienza, ammetto di essere stato innamoratissimo della De Sio all’epoca, anche se avevo solo dieci anni. Non mi sono dichiarato ma almeno c’era una scena in cui le davo un bacio sulla guancia”, spiegò Calenda pochi anni fa.

I GRANDI AMORI E GLI INCONTRI DELL’ATTRICE – Ma sono diversi gli artisti cui la De Sio ha fatto perdere la testa, da Alessandro Haber a Elio Petri – il grande amore della sua vita -, fino a Giorgio Strehler, con cui debuttò al Piccolo di Milano. Il regista si infatuò di lei tanto da corteggiarla assiduamente. “Corrispondevo al suo tipo di donna, anche per i miei capelli rossi, e durante le prove, mi lasciava ogni giorno una lettera in camerino, con bellissime parole di apprezzamento. Mi sono sentita amata, guidata e deresponsabilizzata”, spiega. Non venne invece mai corteggiata da Massimo Troisi, con cui instaurò una bella amicizia nonostante la gaffe al momento delle presentazioni. “Ci trovavamo in riunione nella hall dell’albergo e io comincio a sentire un ticchettio, quindi chiedo: c’è qualcuno di voi che ha una sveglia in tasca? Massimo sbottona la camicia, mi fa vedere una cicatrice che attraversava tutto lo sterno… aveva una valvola al cuore. Un’assurda figuraccia, non sapevo come rimediare, ma lui ci scherzò sopra per sdrammatizzare”.

IL RICORDO DELLA MADRE ALCOLIZZATA – Tra i passaggi più intensi dell’intervista c’è quello sulla famiglia, la fuga da casa e il rapporto complesso con la madre, che iniziò a bere quando il marito la lasciò da sola con due bambine da crescere. “Era una donna infelice, una delle più infelici che abbia mai conosciuto”, rivela. “Difficile stare vicino a una persona alcolizzata, che oltretutto è tua madre. La mattina, fino a una certa ora, era ancora lucida, e mi pareva di intravedere in lei una mamma come tante altre, diciamo normale. Poi iniziava a bere birra, diventava aggressiva, sgradevole, solitaria, chiusa in sé stessa, e non era più mia madre. Io facevo uno slalom, tra i suoi momenti di lucidità e quelli in cui era fuori di testa, per instaurare un possibile rapporto con lei. Il bello e il brutto, li affrontava bevendo. Quando me ne andai via, ne soffrì molto, ma non avevo altra scelta, non vedevo l’ora di abbandonare tutta quella pesantezza, e mi sono salvata”.

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