Per ora la doccia fredda è soltanto un meme. La protagonista del film Psyco di Hitchcock fa una smorfia di terrore dietro la tenda bianca. Lo shock. Non è arrivato l’assassino ma un getto d’acqua ghiacciata. “Perché vuoi risparmiare?”, la scritta. Altro meme: “Voglio l’embargo per tutti i beni russi!”, l’espressione del ragazzo è soddisfatta. Ma dopo la triste scoperta la soddisfazione diventa subito panico: “Ah, dovrei fare la doccia fredda?”.

Il risparmio di acqua calda, in risposta al contenimento dei consumi energetici, potrebbe diventare reale fra pochi mesi. È fra le misure più temute dai cittadini. In caso di austerity del Paese per il taglio dei flussi di gas dalla Russia. Nel piano di emergenza del governo si parla di riscaldamento più basso di due gradi, di contenimento dell’illuminazione nelle città, di chiusura anticipata di negozi e locali e di tagli al consumo di energia elettrica di aziende e uffici pubblici. Ma la campagna di sensibilizzazione al risparmio, in linea con gli altri paesi della Ue, ci tocca personalmente. E potremmo dover dire no alla nostra cara e lunga doccia bollente. Con acqua a profusione lasciata persino aperta mentre parliamo al telefono. Per entrarci quando non ci vediamo più nemmeno allo specchio per il vapore. Invece saremo costretti a guardarci in faccia. Nudi senza alibi. Sotto un getto gelato.

Già lo scorso aprile il premier Draghi era al centro dei meme che popolavano il web. “Vi vedo che fate la doccia calda!”, si sfogavano gli italiani attribuendogli questa frase colpevolista. Ma ora che la polemica sul consumo di acqua calda è arrivata a infuocare l’opinione pubblica in Germania, il clima si fa acceso. Il verde Robert Habeck ha lanciato la campagna “80 milioni insieme per la svolta energetica”, affermando di aver accorciato ancor di più il tempo doccia. Gli fa eco l’Olanda, che sta convincendo i cittadini a ridurre il tempo medio trascorso sotto il getto d’acqua calda: da 10 a 5 minuti. Toccherà anche a noi? Se facessimo tutti la doccia fredda potremmo limitare di molto il consumo energetico. Ma, a giudicare dai meme che circolano sulle piattaforme social e dai commenti, da TikTok a Twitter, gli italiani sono terrorizzati. Pubblicano facce di mostri stecchiti: “Ah, dovrei fare la doccia fredda al mattino?”. Confessano: “Già non mi faccio la doccia. Figuriamoci se la devo fare fredda”. Ma c’è anche chi, serio e motivato, dichiara: “Oggi la Russia sospende i flussi di gas verso l’Europa. Pronto a fare un anno di docce fredde e di fame. Se significa il cambio di regime in Italia”. E ancora: “Fatemi capire … il piano B per l’emergenza di approvazione dell’energia è il razionamento delle risorse, non cambiarsi le mutande per 3/4 giorni e tirare lo sciacquone solo un paio di volte alla settimana? Trovare altri modi no? Questo perché così facciamo un dispetto a Putin?”.
Forse non siamo pronti a sfidare, chiamato d’urgenza in Italia, l’elfo finlandese delle saune. Quelle che anticipano, nel caloroso abbraccio del legno di pino, l’immersione nelle acque ghiacciate subito dopo. E nemmeno a farci lo shampoo con acqua gelida. Dopo aver tergiversato per ore sotto le coperte di lana della nonna, rispolverate a decenni di distanza, fra letture sulle antica gesta dei nordici. Diremmo: “No, impossibile”.

Lui, l’elfo delle saune finlandesi, se avessimo il coraggio, ci proteggerebbe anche dalle nostre stesse imprecazioni. E non farebbe distinzione fra siciliani, che beneficiano del clima mite, e milanesi, con pochi gradi sopra lo zero. Ma noi, che da mediterranei vediamo la neve come un messaggio divino, già nei percorsi termali evitiamo il caldo-freddo perché traumatico. Chi è quel cretino che si butta addosso il catino di acqua ghiacciata della doccia scozzese? Non sa che è pericoloso per la digestione? Spiace dover dire che forse è arrivato il momento della doccia fredda anche per noi.

Ma la doccia fredda è solo un tormento? O dà anche dei benefici? Gianfranco Beltrami, vicepresidente della Federazione medico sportiva italiana, conferma a FQMagazine: “Della terapia del freddo ne parlava già Ippocrate. Tanto che in medicina sportiva il freddo è largamente utilizzato. Dal giaccio per traumi alla crioterapia a cui fanno ricorso gli atleti”. Il freddo ha effetti rilassanti, defaticanti e disinfiammanti. Il passaggio repentino da caldo a freddo si chiama effetto pompa e funziona così: “Inizialmente il corpo è sottoposto a una vaso-costrizione dei tessuti – spiega Beltrami – poi il nostro organismo, per mantenere la temperatura del corpo a 37 gradi, aumenta la circolazione e il flusso sanguigno. Con grande vantaggio per la salute sotto molti aspetti”. Quali? Cute, ossigenazione, difese immunitarie. E non solo. Anche a livello di umore e benessere psichico: “Il contatto con il freddo aumenta le endorfine, gli ormoni del benessere. Agisce su corpo e psiche”. Ulteriore vantaggio è il dimagrimento. “Il grasso bruno, differente dal grasso bianco, è attivato dal freddo”. In sintesi: fare docce fredde aiuta a dimagrire e a sconfiggere la cellulite. “È tutto ampiamente documentato”, sottolinea l’esperto. Che però avverte: “Bisogna fare la doccia fredda gradualmente. Immergere alcune zone, dal basso all’alto, per abituare il corpo piano piano”.

La sauna seguita dal bagno nella neve è l’esempio più lampante dell’effetto pompa: “Ma ci sono controindicazioni come la cardiopatia o le malattie infiammatorie che impediscono di sperimentarlo. Passare dalla vaso-costrizione alla vaso-dilatazione, e viceversa, produce benefici scientificamente dimostrati e migliora la longevità, a patto che si sia in salute”, conclude Beltrami. Da medico dello sport, fisiatra, cardiologo e direttore sanitario delle Terme di Monticelli in provincia di Parma, avvisa: “Consiglio questa pratica a tutti, se in buona salute. Ma serve costanza. Fare una doccia gelata una volta al mese non serve”. Il massimo? Associare la doccia fredda a uno stile di vita con movimento e alimentazione adeguati. Allora sì che diventerebbe un’abitudine virtuosa per la salute e anche per il risparmio energetico. Insomma: una doccia fredda una tantum potrebbe solo far arrabbiare l’elfo delle saune. Che direbbe: “Ma perché mi avete fatto venire fin qui a farvi da coach se non siete disposti a mettervi in gioco? Non eravate quelli che eleggevano già il Senato quando noi eravamo ancora divisi in tribù? Svegliatevi!”.

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