L’ avvocato di Donald Trump ed ex sindaco di New York, Rudoph Giuliani è un obiettivo dell’inchiesta che è in corso in Georgia sulle pressioni dell’allora presidente repubblicano per ribaltare l’esito delle elezioni 2020. In quello stato già oggi dovrebbe comparire davanti al gran giurì speciale. A scriverlo è stato il New York Times citando la difesa di Giuliani, che all’epoca dei fatti era l’avvocato del Tycoon: secondo il quotidiano l’ex sindaco è indagato per interferenze elettorali e pressioni sul voto.

All’inizio dell’estate gli inquirenti avevano interrogato alcuni testimoni su apparizioni di Giuliani nel dicembre 2020 davanti a commissioni legislative della Georgia, per alimentare la false teorie cospirative sui brogli elettorali. Il legale dell’ex sindaco di New York ha anticipato che Giuliani probabilmente invocherà il privilegio che protegge il rapporto avvocato-cliente se gli verranno fatte domande su Trump.

Il prossimo 23 agosto, invece, il senatore repubblicano Lindsey Graham dovrà testimoniare davanti a un gran giurì ad Atlanta che sta indagando per stabilire se Trump e i suoi alleati abbiano infranto le leggi mentre cercavano di ribaltare il risultato del voto presidenziale in Georgia nel 2020. Come riferiscono i media americani, un giudice federale ha infatti respinto il suo ricorso contro il mandato di comparizione emesso dalla procuratrice Fani Willis. Gli avvocati di Graham sostenevano che la sua posizione di senatore gli conferiva l’immunità. I pubblici ministeri hanno spiegato di voler chiedere conto a Graham delle telefonate che avrebbe effettuato al Segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger e al suo staff nelle settimane successive alla sconfitta elettorale di Trump contro Joe Biden.

Intanto continua a far discutere la perquisizione nei giorni scorsi della villa di proprietà di Trump a Mar – a- Lago da parte dell’Fbi. L’ex presidente Usa in un post sul social network “Truth” ha detto che gli agenti federali, nel corso della perquisizione, hanno “rubato” tra le altre cose “tre dei miei passaporti (di cui uno scaduto”. “Questo è un attacco a un avversario politico a un livello mai visto prima negli Stati Uniti”, ha sostenuto. Già nei giorni scorsi la perquisizione aveva provocato una levata di scudi da parte dei sostenitori dell’ex presidente accusato di aver trattenuto illegalmente documenti riservati. E dalle parole si è passati presto ai fatti con atti ostili nei confronti delle sedi della Federal Bureau da parte di gruppi di militanti. L’aumento delle minacce reali soprattutto on line ha, quindi, richiesto un intervento di prevenzione con la costruzione di vere e proprie barricate e recinzioni intorno alle sedi dell’Fbi.

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