Cieli Vibranti, associazione culturale bresciana, promuove attività di vario genere: convegni, conferenze, concerti, spettacoli teatrali, installazioni visive. L’intento programmatico è di potenziare forme nuove di cultura, produrre idee, sperimentare vie inesplorate, riflettere sul lascito del passato riproponendolo in forme diverse dalle solite. Fondamentale è il ricorso alle risorse dell’informatica, e in genere alle tecnologie più avanzate. L’arte non si alimenta della sola tradizione, sostiene il direttore artistico Fabio Larovere, ma deve tener conto dei cambiamenti che il tempo, l’evoluzione della società, i nuovi mezzi di comunicazione comportano.

Di recente Larovere ha ideato con Andrea Faini una Traviata Virtual Reality, primo esperimento di opera lirica pensato per il Metaverso: in questo progetto, singole scene della Traviata di Giuseppe Verdi vengono fruite attraverso la tecnologia Oculus Quest 2, che consente di vedere l’opera a 360° in un’esperienza immersiva totale. Luca Micheletti, il regista, sottolinea che esplorare l’opera “attraverso un percorso di realtà virtuale” dà modo allo spettatore di “osservare i fatti non come passivo astante, ma come comparsa attiva, in medias res”. Chi vi assiste può scegliere il percorso sentimentale da seguire, decidere cosa fruire della rappresentazione, costruirsi pertanto una “propria personale Traviata”. Gli spazi ideali per girare le scene sono stati individuati nel teatro Olimpico e nel palazzo Giardino di Sabbioneta, vicino Mantova. Il teatro di Vincenzo Scamozzi era già stato sfruttato dal regista Jean-Pierre Ponnelle per un acclamatissimo Rigoletto televisivo.

Nel caso del Rigoletto il luogo conservava una sua pertinenza storica, che per La Traviata non c’è: lo si è voluto usare come spazio simbolico di ulteriori spettacoli tecnologicamente innovativi. Non solo la prospettiva del “vedere” risulta diversa in questa produzione bresciana, ma lo è anche l’“ascoltare”: allorché i personaggi si muovono, la voce si muove con loro, e ciò comporta novità percettive rilevanti. La realtà virtuale, tuttavia, prosegue Micheletti, “non si vuole sostituire allo spettacolo dal vivo”, vuole semmai essere uno strumento di conoscenza della “soglia labile e affascinante tra vero e finto, tra essere e non essere”. La ‘prima’ di Traviata Virtual Reality ha avuto luogo a Brescia, il 21 giugno scorso, nella pinacoteca Tosio Martinengo. Sono previste altre recite fino a settembre in varie cittadine del Bresciano.

Qualche anno fa Cieli Vibranti ha curato il progetto “CidneON”, primo festival italiano delle luci. Realizzato dal 2017 al 2019 nel castello di Brescia sul colle Cidneo, secondo un modello nordeuropeo, ha coinvolto artisti di fama internazionale in una fantasmagoria di videoproiezioni, installazioni luminose e performance musicali, nella consapevolezza che spazio naturale e spazio creato dall’uomo debbano e possano trovare una sintesi virtuosa reciproca. Se in questo caso l’ambiente è soprattutto visivo, nella manifestazione “Suonami! Piazza che vai, pianoforte che trovi!” è uditivo. Si tratta di una rassegna realizzata nel 2014 sulla pubblica piazza di città lombarde ed emiliane, che ha messo pianoforti verticali a disposizione di chiunque li volesse suonare. Il senso dell’iniziativa: trasformare vie e piazze in sale da concerto che diano a tutti accesso alla musica.

L’idea ha riscosso successo, ma suscita a margine una piccola riflessione di carattere generale, circa le manifestazioni musicali in contesti urbani. È indubbio che una tale esperienza abbia un forte valore sociale; tuttavia, a volerla ripetere, converrà porre mente a una condizione collegata alla natura stessa della musica: l’arte dei suoni è pervasiva, raggiunge chiunque si trovi nelle vicinanze; e se non è gradita, può trasformarsi addirittura in un mezzo inquinante. Non andrà dunque sottovalutato il “disturbo” che in certi casi essa può provocare, al singolo cittadino o a una collettività, ed adottare di conseguenza gli opportuni mezzi di tutela per chi, nel vicinato, ne fosse eventualmente infastidito.

Fra le tante altre attività di Cieli Vibranti, vogliamo infine segnalare il “Festival De André”: nato nel 2019 sotto la direzione di Alessandro Adami, esso punta a valorizzare, in concerti, conferenze, mostre, spettacoli, l’eredità musicale e poetica del cantautore genovese. Ogni edizione è dedicata a un album di De André, ne esplora i temi e le ispirazioni. Un bel modo per perpetuare presso i giovanissimi e i meno giovani il culto di un indimenticato artista dello scorso millennio.

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